2026-07-10 - Commento di Venerdì

Invito al ritorno a Dio e persecuzioni. ||| Sembra che Osea, nella prima lettura, voglia entrare nei sentimenti di quanti, anche oggi, si presentano al confessore per ottenere il perdono dei propri peccati. È necessario un esame di coscienza per capire dove e quando abbiamo mancato nelle relazioni con il Signore, con il prossimo e con noi stessi. «Preparate le parole da dire e tornate al Signore». Noi, però, ben sappiamo che non basta riconoscere il peccato commesso, ma occorre il pentimento, che è un grande dono di Dio. Per questo il profeta ci fa dire, rivolti a Lui: «Togli ogni iniquità, accetta ciò che è bene…». La nostra confessione, molte volte, è parziale, non tanto per volontà quanto per impossibilità. Chi può ricordare tutti i propri peccati dopo settimane, mesi o anni dall’ultima confessione? Allora, in questa incapacità di ricordare e confessare tutte le colpe, chiediamo al Signore, che conosce le profondità del nostro cuore, di perdonare tutti i nostri peccati: quelli confessati e quelli dimenticati. I frutti del perdono di Dio sono descritti dal profeta attraverso benefici materiali, in una visione di vita serena, impreziosita dallo splendore della natura che rallegra il cuore dell’uomo. Sono anche i frutti di una confessione ben fatta: quanta pace diffonde nel cuore la certezza del perdono ricevuto e la ritrovata tranquillità della coscienza! Quando si vive in questo stato di serenità, con Dio nel cuore, si ha anche il coraggio di andare incontro a persecuzioni, privazioni e perfino alla morte. Il Vangelo ci avverte che spesso non sono solo i nemici a condurci dinanzi ai tribunali, ma anche parenti e familiari. Senza dubbio il cuore sanguina, ma dallo Spirito Santo viene una forza che fa superare tutti i sentimenti umani, anche i più sacri, per rendere testimonianza alla verità, perché «non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi». Confortati e sostenuti da questo Spirito, facciamo nostre anche le parole di san Paolo, che poteva proclamare: «Nulla potrà separarci dall’amore di Dio!».