Sebbene i media ne parlino “molto meno di prima “, in Terra Santa “le armi continuano a sparare, la gente a morire, le terre a essere contese, i cristiani a emigrare per salvarsi la vita”. Oggi, più che mai, è urgente “dare un po’ del nostro denaro per aiutare i fratelli e le sorelle in estremo pericolo a vivere un giorno di più, a trovare la possibilità di sperare e di ricominciare”. A lanciare un accorato appello alla solidarietà è il Card. Claudio Gugerotti, Prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali, che, con una lettera, invita a partecipare alla Colletta per la Terra Santa che tradizionalmente si raccoglie il Venerdì Santo (3 aprile). Si tratta, spiega, “di un gesto importante” che “aiuta a pensare che senza un sacrificio, senza un mutamento nella nostra esistenza restiamo inerti in questo mondo in fiamme e quindi complici di chi gli dà fuoco”.
“Per vivere c’è bisogno anche del vostro contributo”, afferma il Card. Gugerotti ricordando che “moltissimi cristiani di Terra Santa hanno perso tutto, compreso quel lavoro che veniva dal servizio ai pellegrini”. “Ora – aggiunge – la quasi totalità di questi tende, impaurita, a non avventurarsi più in quelle terre. I nostri fratelli e sorelle nella fede che abitano i Luoghi Santi sanno che con il vostro contributo, e forse solo con esso, se la loro incolumità non potrà essere garantita, tuttavia almeno le loro scuole potranno riprendere a funzionare, qualche nuova casa potrà essere costruita e, laddove la distruzione è totale, qualche cura sarà garantita”. “Bombe prima, catastrofi naturali poi – continua – hanno deturpato la loro terra, rendendola inabitabile, per non parlare di quei lutti sempre più numerosi, senza che vi sia un giorno in cui si possa respirare sereni”.
I cristiani di Terra Santa “ogni giorno si svegliano col pericolo di non trovare più spazio per esistere”, osserva il Prefetto del Dicastero vaticano che chiede aiuto per poter dare loro “una speranza concreta e non soltanto parole di consolazione, perché noi che li visitiamo sappiamo che di lì ce ne andremo, mentre essi rimangono con le loro paure, perfino con il terrore che, proprio perché sono cristiani, possono essere eliminati”.
La Colletta “sarà una goccia nell’oceano, ma l’oceano, a forza di perdere gocce, sta diventando un deserto”, è il grido d’allarme del Card. Gugerotti che rilancia l’appello di Papa Leone, il quale “non cessa di richiamare alla mente e al cuore questo impegno ad essere una sola cosa, perché vi sia pace, non provvisoria tregua, non odio perenne, non spese immense per gli armamenti, ma contributo alla rinascita comune”. “Caino e Abele continuano ad esistere fino ad oggi. Eppure – conclude la lettera – il Figlio di Dio ci ha mostrato che, se si deve scegliere, non si toglie la vita all’altro, ma si dona la vita per l’altro”.
Nata dalla volontà dei Pontefici di mantenere forte il legame tra tutti i cristiani del mondo e i Luoghi Santi, la Colletta è la fonte principale per il sostentamento della vita che si svolge intorno ai Luoghi Santi e lo strumento che la Chiesa si è data per stare accanto alle comunità ecclesiali del Medio Oriente. Attraverso le offerte raccolte, la Custodia Francescana può portare avanti la sua missione fondamentale: custodire i Luoghi Santi e favorire la presenza cristiana, attraverso numerose attività di solidarietà e il mantenimento delle strutture pastorali, educative, assistenziali, sanitarie e sociali. I territori che beneficiano sotto diverse forme di un sostegno proveniente dalla Colletta sono Gerusalemme, Palestina, Israele, Giordania, Cipro, Siria, Libano, Egitto, Etiopia, Eritrea, Grecia, Turchia, Iran e Iraq.
