Non solo itinerari da percorrere, ma un vero ecosistema che ha nella comunità e nella rete le sue cifre caratteristiche. Cresce in questa direzione la rete dei Cammini della Fede, il progetto promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana per valorizzare le antiche e nuove vie di pellegrinaggio attraverso il coinvolgimento di una pluralità di soggetti. A un anno dal suo lancio, infatti, il progetto continua ad ampliarsi sia nel numero dei percorsi sia nella rete territoriale che li sostiene: delle novità e del ruolo della CEI nella governance dei cammini si è parlato durante l’incontro che si è tenuto il 14 marzo a Milano nell’ambito della Fiera nazionale “Fa’ la cosa giusta”. I cammini disponibili sulla WebAapp da nove sono diventati dodici, oltre millecento sono i Punti di Interesse Ecclesiale distribuiti lungo i percorsi e 85 i referenti territoriali, figure che rappresentano il collegamento tra cammino, comunità locali e Diocesi.
“L’idea alla base del progetto è costruire un’esperienza che vada oltre la dimensione turistica affinché il pellegrino non sia semplicemente un fruitore di servizi, ma venga accolto all’interno della Chiesa locale e del territorio”, ha affermato don Michele Gianola, direttore ad interim dell’Ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport. In quest’ottica, un ruolo centrale è svolto dai referenti diocesani, un “unicum” nel panorama del turismo religioso, il cui compito – ha chiarito don Marco Fagotti, dell’Ufficio CEI – non è tanto gestire direttamente servizi o infrastrutture, quanto creare relazioni tra i soggetti presenti sul territorio, favorendo unione e comunione in coloro che lavorano nei cammini, così da renderli davvero una possibile esperienza di fede”.
A conferma dell’interesse sul tema dei cammini a livello nazionale, durante l’incontro è stato ricordato che i Cammini della fede sono stati inseriti, in un’apposita sezione, sul sito del Ministero del Turismo, Italia.it. In questo quadro, ha aggiunto Anna Gianfreda, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore, “sarebbe auspicabile che nei decreti attuativi della Legge sui cammini d’Italia, approvata a febbraio 2026, si inserisca esplicitamente la presenza degli enti religiosi civilmente riconosciuti”.
Sulla WebApp (www.camminidellafede.it), sviluppata dal Servizio Informatico della CEI con alcune collaborazioni esterne, è possibile visualizzare i diversi itinerari: la Via Francigena del nord, la Via Francigena del sud, la Via di Francesco, la Via Lauretana, la Via Amerina (Il cammino della Luce), la Via Romea Strata, la Via Matildica, la Via Francisca del Lucomagno, il Cammino del Beato Enrico e il Cammino di San Colombano. Ognuno è presentato nel suo valore storico-spirituale, attraverso i tracciati, le tappe da percorrere e i PIE divisi in tre sezioni, che sintetizzano i bisogni fondamentali dei viandanti: pregare, mangiare, dormire. Inoltre, sono a disposizione liturgie, preghiere, scritti di spiritualità, Podcast e un diario digitale in cui appuntare momenti, pensieri, riflessioni da condividere, tutti o in parte, con gli altri utenti.
La proposta ai pellegrini è quella di percorrere almeno 100 km a piedi o 200 km in bicicletta, in uno qualunque dei Cammini della fede, anche senza dover arrivare necessariamente a Roma. Al raggiungimento dei chilometri, la WebApp produce un certificato di percorrenza con il quale si potrà ricevere il “Testimonium” dalle autorità competenti.
La fiera nazionale “Fa’ la cosa giusta” è stata l’occasione per presentare “Itinera”, il gioco dei cammini della fede, ideato dal team di Cammini della fede con il contributo del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica, che – attraverso le tappe di un gioco da tavolo che rimanda alla WebApp – permette di scoprire le diverse vie di pellegrinaggio, la loro spiritualità, trascorrendo del tempo all’insegna della condivisione e dell’amicizia.
