MediaForEurope lancia una nuova strategia. Dopo il successo dell'integrazione con la tedesca ProSiebenSat.1, la società guidata da Pier Silvio Berlusconi si consolida come gigante europeo dei media, con una presenza estesa a sei mercati: Italia, Spagna, Germania, Austria, Svizzera e Portogallo. Uno dei pilastri del nuovo piano strategico è il debutto di una piattaforma digitale unica europea basata sull'unione di Infinity e Joyn che si rivolge a un pubblico potenziale di 200 milioni di utenti.
«L'anno scorso eravamo a metà del guado con l'Opa lanciata su ProSiebenSat.1 e il nostro progetto europeo, partito sei anni prima, era ancora in bilico. Oggi, un anno dopo, abbiamo raggiunto il controllo a maggioranza: Mfe è una realtà», spiega. Il 2025 è stato l'anno di svolta: il gruppo ha superato il 75 per cento di ProSiebenSat.1, registrando 6,7 miliardi di ricavi e distribuendo 1,1 miliardi di dividendi in 5 anni.
La nuova strategia punta sul ritorno alle origini dell'azienda. «Noi siamo editori televisivi e crediamo nella forza della televisione». Con la Tv italiana come benchmark, si punterà su contenuti originali e crossmediali - TV, radio, digitale - in tutti i paesi.
Una delle parole chiave della nuova rotta del gruppo è semplificazione, che passa dall'aumento dei margini - accettando una contrazione dei ricavi - e dalla vendita di 6 attività non televisive, necessaria per snellire le partecipazioni di ProSieben.
«Dobbiamo costruire una realtà più forte, completamente integrata e organica» aggiunge. Con ProSiebenSat.1 sono già state generate sinergie per 160 milioni di euro in anticipo sulle stime di mercato. Nel dettaglio, 60 milioni sono legati alla riduzione dei costi e altri 100 a maggiori efficienze operative.
Queste risorse finanzieranno il primo pilastro strategico: il rilancio editoriale dei canali tedeschi e spagnoli. «Ci vuole coraggio», ammette in riferimento all'agguerrita concorrenza del digitale. «Investiremo sul prodotto: in Italia già avviene e noi proveremo a farlo negli altri paesi».
Riguardo alla raccolta pubblicitaria del 2026 «Il mercato è in leggero calo, ma con mille variabili ancora difficili rimaniamo positivi», spiega il ceo.
Sul fronte commerciale, non si arresta l'allargamento di Mfe Advertising «abbiamo accordi di vendita in Francia con Tf1, nel Regno Unito e nella Repubblica Ceca per un mercato totale di 500 milioni di persone».
In chiusura resta il rammarico per il mancato accordo, dopo anni di trattative, Rai Way-Ei Towers, «una grande opportunità persa per il Paese» lo definisce Pier Silvio Berlusconi, che priva l'Italia di una piattaforma di distribuzione unica.
