Nel dibattito pubblico spesso polarizzato tra numeri e slogan, il Festival dell'Economia di Trento sceglie di riportare al centro la dimensione sociale dell'economia, trasformando la manifestazione in un'occasione di riflessione sulla qualità della convivenza e sulla tenuta delle comunità.
Uno dei filoni più significativi della programmazione si concentra proprio sull'economia sociale, con incontri che mettono in luce come le politiche economiche possano diventare strumenti concreti di rigenerazione territoriale, di rafforzamento dei diritti e di costruzione di nuove forme di coesione. Il percorso proposto attraversa welfare di prossimità, cooperazione internazionale e innovazione sociale, restituendo l'immagine di un'economia che non si limita a misurare la crescita, ma prova a interpretare la complessità del presente senza rinunciare alla concretezza delle soluzioni. La divulgazione prende avvio dall'analisi del cambiamento in corso della condizione umana, tra dinamiche demografiche, diversità e innovazione, per arrivare alla valorizzazione delle differenze come risorsa e chiave di lettura della contemporaneità. In questo solco si inserisce la testimonianza di Luca Trapanese, scrittore, attivista e imprenditore sociale, che guiderà una riflessione su genitorialità, inclusione e nuove forme di famiglia a partire dalla sua esperienza di padre single di una bambina con sindrome di Down. L'attenzione del Festival si concentra in particolare sulle giovani generazioni, tra fuga dei cervelli, opportunità professionali e aspettative di mobilità sociale, tema che attraversa l'intera manifestazione e che viene affrontato sin dall'apertura del 20 maggio, con la tavola rotonda "L'Italia non è un Paese per giovani, come può diventarlo", in programma al Teatro Sociale, con il confronto tra istituzioni, università e impresa. Il dialogo, arricchito dalle voci di Lavinia Biagiotti Cigna, Diana Bracco, Marina Brambilla, Renato Loiero, Angelica Migliorisi e Alessandro Molinari, e concluso dall'intervento di Alessandro Benetton, si propone di delineare strategie per trattenere talenti e costruire prospettive credibili.
Il respiro internazionale emerge con la presenza del Premio Nobel per la Pace 2011 Tawakkol Karman, che il 23 maggio al mattino introdurrà il talk "L'era dei predatori", mentre nel pomeriggio al MUSE l'incontro "I minori e il digitale", con Edoardo Viganò, porterà l'attenzione sulle implicazioni sociali della trasformazione tecnologica. Ne emerge così un quadro in cui l'economia si conferma linguaggio per interpretare la società, ma soprattutto leva per immaginare un futuro più inclusivo.
