Gli attacchi a Gerusalemme mirano al cuore dell'Occidente

Scritto il 23/03/2026
da Redazione

Gli attacchi missilistici contro Gerusalemme sacra alle tre grandi religioni rivelano la natura del conflitto: il regime di Teheran mira a colpire il cuore dell'Occidente. I lanci di missili sulla Città Vecchia mostrano che l'obiettivo non è solo militare ma simbolico: distruggere il centro storico, religioso e identitario che Gerusalemme rappresenta.

Israele sta rispondendo efficacemente, difendendo la popolazione e contrattaccando per ridurre le capacità del regime iraniano. Ma la posta in gioco supera il confronto bellico: i colpi su Gerusalemme sono un attacco alla civiltà giudaico-cristiana. L'Iran sciita, che non ha radici storiche con Al Aqsa, sfrutta la retorica religiosa per fini politici, dimostrando cinismo e desiderio di dominio, non protezione dei luoghi santi.

Questi missili non minacciano solo Israele: sono un avvertimento per l'Europa e il mondo libero. L'aumento della gittata missilistica iraniana e la potenziale capacità nucleare mettono città come Roma, Parigi, Berlino e Londra a rischio. Per molti osservatori, incluso chi scrive, gli allarmi lanciati negli anni sono stati sottovalutati dall'Europa, che fatica a riconoscere il mutamento strategico in atto.

Il regime iraniano non cerca la fraternità islamica ma l'imposizione di potere; la sua ostilità riguarda anche i luoghi santi musulmani quando servono il suo progetto egemonico. Di fronte a questa minaccia, Israele sostiene di difendere la libertà di culto e i luoghi sacri per tutte le fedi; la sua battaglia viene presentata come quella del mondo libero, con gli Stati Uniti in prima linea.

Gerusalemme è definita qui "la prima linea" della civiltà occidentale: difenderla significa difendere valori, identità e libertà condivise. L'appello finale è rivolto all'Europa: non restate inerti, intervenite ora per proteggere il vostro futuro prima che la minaccia raggiunga le vostre città.

*ex ambasciatore d'Israele in Italia e editorialista di "Israel Hayom"