Per la seconda notte consecutiva Stati Uniti e Iran si sono scambiati attacchi militari prolungando una serie di ostilità che ha ormai quasi del tutto infranto il cessate il fuoco. Donald Trump dice di non sapere se Washington e Teheran stiano per tornare a una guerra su vasta scala, ma con i giornalisti sostiene che la Repubblica islamica desidera "urgentemente" raggiungere un accordo per porre fine all'escalation in Medioriente. Rientrando dal summit della Nato in Turchia, il presidente spiega che "abbiamo molti modi per vincere, ma abbiamo già vinto militarmente. A loro non resta quasi più nulla e vogliono a tutti i costi raggiungere un accordo. Ci hanno chiamato poco fa, ma non so se siano degni di un accordo, non so se lo rispetteranno. Questo è il problema". Anche Israele si prepara. L'Idf è pronta ad attaccare l'Iran "una terza volta, se necessario" dice il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz. "L'esercito è pronto e in allerta per ristabilire la superiorità aerea e colpire ancora in Iran".
Intanto, tre persone sono rimaste uccise nell'Iran occidentale durante i raid aerei americani, secondo quanto riporta l'Afp, condotti come rappresaglia agli attacchi di Teheran a tre petroliere che navigavano nello Stretto di Hormuz. Axios cita un funzionario Usa il quale parla di blitz a due ponti ferroviari nel Nord Est del Paese, ed è la prima volta che Washington colpisce infrastrutture iraniane dalla tregua di aprile. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) dichiara di aver colpito circa 170 obiettivi militari nelle ultime due notti, tra cui sistemi di difesa aerea iraniani, reti di comando e controllo, postazioni radar costiere, capacità missilistiche antinave e oltre 60 imbarcazioni leggere del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. Il tutto, fanno sapere, nel tentativo di "indebolire la capacità dell'Iran di attaccare navi mercantili e marinai civili innocenti nello Stretto". E il dipartimento del Tesoro ha revocato la deroga che consentiva a Teheran di vendere il proprio petrolio. Mentre i pasdaran dicono di aver risposto al fuoco contro basi statunitensi in Qatar, Kuwait e Bahrein.
"Gli attacchi statunitensi contro l'Iran, con il pretesto di una risposta infondata a presunti incidenti che coinvolgono diverse navi nello Stretto di Hormuz, costituiscono una flagrante violazione degli articoli uno e cinque del Memorandum. Teheran non permetterà in alcun modo che la violazione del patto e le intimidazioni di Washington pregiudichino i suoi interessi nazionali", avverte il ministero degli Esteri. Inoltre, il vice governatore generale di Bushehr fa sapere che gli Stati Uniti hanno attaccato un'area vicina alla centrale nucleare, oltre alla base militare di Choghadak e un molo per la pesca nella parte meridionale della provincia. Il premier del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, ha avuto colloqui telefonici ieri con i suoi omologhi della regione, condannando gli attacchi alle navi nella cruciale via marittima. E l'agenzia Bloomberg comunica che il traffico marittimo attraverso Hormuz è quasi completamente fermo dopo i due giorni di raid. Il transito è ora in gran parte limitato a una rotta settentrionale approvata dall'Iran, mentre un corridoio più a Sud, protetto da Oman e Stati Uniti, ha registrato scarsa attività. "L'America non ha ancora imparato che l'arroganza e la mancanza di lealtà non sono più gratuite. Per essere chiari: provate, e ne pagherete le conseguenze", scrive intanto su X Mohammad Bagher Ghalibaf, il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore nella trattativa con gli Usa. "Non sprecate energie, che affonderete ancora di più - prosegue - Hormuz si apre solo con gli accordi iraniani, non con le minacce americane".
Da Bruxelles, il commissario all'Economia Valdis Dombrovskis dice che "la situazione rimane incerta, ma nel complesso l'economia europea si sta dimostrando resiliente di fronte a questo choc dell'offerta di petrolio e gas".
