Un nuovo virus torna a far alzare l'allerta: si tratta dell'Hantavirus delle Ande (solitamente non si trasmettono da persona a persona, ma quando l'infezione colpisce l'uomo può causare gravi malattie e spesso la morte). Tutto inizia il 2 maggio, quando l'Organizzazione mondiale della sanità ha segnalato un focolaio di gravi malattie respiratorie a bordo di una nave da crociera con 147 tra passeggeri e membri dell'equipaggio.
Al 6 maggio 2026 sono stati identificati sette casi (cinque confermati in laboratorio e due casi sospetti), tra cui tre decessi. E ieri il segretario di Stato della Sanità spagnolo, Javier Padilla, ha segnalato un caso sospetto che riguarda una donna ricoverata in ospedale ad Alicante, nel sudest della Spagna, "con sintomi compatibili" con il virus. "La persona ha riferito sintomi compatibili, tosse e uno stato di malessere generale, mentre era nella sua casa ad Alicante", ha spiegato Padilla. Si tratta, infatti, di una donna che era a bordo dell'aereo partito da Joannesburg, in Sudafrica, sul quale voleva imbarcarsi una paziente dopo aver viaggiato sulla nave da crociera, poi morta in ospedale. A chiarire il rischio di contagio è l'Istituto superiore di sanità che definisce "molto basso per la popolazione generale dell'Ue. Le autorità portuali sono state allertate e invitate a utilizzare dispositivi di protezione individuale e precauzioni adeguate in caso di contatto con casi sospetti".
Inoltre, il serbatoio naturale dell'Hantavirus non è presente in Europa, quindi "non si prevede l'introduzione del virus nella popolazione di roditori e una potenziale trasmissione dai roditori all'uomo in Europa".
