La Commissione europea punta il dito contro Meta. Bruxelles ha comunicato di aver rilevato in via preliminare una possibile violazione del Digital Services Act da parte del gruppo guidato da Mark Zuckerberg, accusato di aver progettato Facebook e Instagram con funzionalità che favorirebbero la dipendenza degli utenti. L’indagine si concentra su strumenti come scorrimento infinito, riproduzione automatica dei contenuti, notifiche push e sistemi di raccomandazione altamente personalizzati, ritenuti in grado di incentivare un utilizzo eccessivo delle piattaforme. Secondo la Commissione, Meta "non ha valutato adeguatamente i rischi" che questo tipo di progettazione comporta per il benessere fisico e mentale degli utenti, con particolare riferimento ai minori e agli adulti più vulnerabili.
Bruxelles sostiene inoltre che l’azienda avrebbe trascurato i dati relativi al tempo trascorso dai ragazzi su Facebook e Instagram durante le ore notturne e l’impatto che formati come Reel e Storie possono avere nello sviluppo di comportamenti compulsivi. Per la Commissione, anche le misure adottate da Meta per limitare questi rischi non sarebbero sufficienti. I controlli parentali, si legge nelle conclusioni preliminari, risultano efficaci solo se genitori e tutori possiedono adeguate competenze tecniche e dedicano tempo alla loro configurazione, circostanza che ne ridurrebbe l’efficacia nella tutela dei minori.
Un partavoce di Meta però risponde alle accuse: "Non concordiamo con questi risultati preliminari che non tengono adeguatamente conto delle misure significative che abbiamo adottato per proteggere gli adolescenti. Da quando è stata avviata questa indagine abbiamo lanciato gli account per teenager che proteggono automaticamente i ragazzi e danno ai genitori il controllo consentendo di bloccare accesso a Instagram di notte e limitare il tempo di uso giornaliero a soli 15 minuti. Condividiamo l'impegno della Commissione Europea nel garantire ai ragazzi esperienze online sicure e positive e continueremo a collaborare con loro in modo costruttivo".
Meta può quindi esercitare il proprio diritto di difesa, consultando gli atti dell’indagine e presentando osservazioni scritte. Il fascicolo sarà inoltre esaminato dal Comitato europeo per i servizi digitali. Se le contestazioni dovessero essere confermate, la Commissione potrebbe adottare una decisione di non conformità e infliggere una sanzione fino al 6% del fatturato annuo globale della società.
