I Poggi si scoprono intercettati. L'ira contro i pm. "Stanno con Stasi"

Scritto il 09/05/2026
da Luca Fazzo

Gli audio nel fascicolo. Secondo i legali: "Indagini influenzate da contesti opachi"

"Hanno intercettato anche noi". Rita Preda e Giuseppe Poggi, genitori di Chiara Poggi, lo hanno saputo leggendo gli atti della nuova inchiesta sulla morte della figlia. Sono stati depositati anche a loro, per consentire - se volessero, ma non lo vogliono - costituirsi parte civile contro il nuovo indagato, Andrea Sempio. Lì, nelle 310 pagine del rapporto conclusivo dei carabinieri di Milano, hanno scoperto che le nuove indagini non li hanno risparmiati. Anche le intercettazioni dei Poggi sono confluite nel fascicolo per omicidio a carico dei Sempio.

La reazione della famiglia di Chiara ieri è un duro comunicato, che parla di "sorprendente attività captativa" che viene diffusa "in spregio a tutte le norme penali di riferimento". Le indagini sarebbero "condizionate da contesti poco trasparenti". Perché la Procura di Pavia, indagando su Sempio, abbia deciso di mettere sotto controllo anche il telefono dei genitori della vittima non è, per ora, dato sapere. Ma è esplicito il motivo per cui alle conversazioni registrate viene dato spazio nell'informativa dei carabinieri: perché confermano il "clima di opposizione" con cui la famiglia di Chiara accoglie i nuovi sviluppi dell'indagine. Un'opposizione, specifica il rapporto, "legittima".

Ma secondo gli inquirenti è di difficile spiegazione. E l'"opposizione" sta dietro anche al comportamento di Marco Poggi, il fratello di Chiara, che continua a difendere il suo amico Sempio e in un interrogatorio accusa i carabinieri di volerlo "influenzare".

I genitori della vittima vengono intercettati mentre parlano tra di loro, con parenti, con giornalisti. Nelle conversazioni dei Poggi, secondo il rapporto, gli inquirenti vengono descritti "come in malafede ed in combutta con i legali di Alberto Stasi".

Il 4 maggio 2025 papà Poggi si sfoga con il nipote Paolo Reale, che è stato anche consulente della famiglia nei processi, e parla dell'avvocato di Stasi, Giada Bocellari: "Una tresca tra Bocellari, le Iene, i carabinieri, la Procura... qualcuno mi ha detto che la Bocellari è l'amante di qualcuno dei carabinieri". Due giorni dopo, parlando con un giornalista di Mediaset, Giuseppe Poggi ipotizza che il "qualcuno" sia il comandante del Nucleo investigativo dei carabinieri di Milano, titolare dell'inchiesta.

Nella loro incrollabile certezza della colpevolezza di Stasi - questa è la tesi di fondo del rapporto - i Poggi si sono trasformati nei difensori più accesi di Andrea Sempio: non a caso viene riportata l'intercettazione in cui Giuseppe Sempio racconta al figlio, tornato sotto inchiesta: "Ho incontrato i Giarda e mi hanno detto: tieni duro".

L'accusa dei carabinieri è pesante, si scrive che "vi sia certamente una commistione tra le versioni della famiglia Poggi e quelle indotte dal fronte Sempio". Di questa commistione secondo i carabinieri l'esempio più eclatante è l'interrogatorio del 20 maggio 2025 di Marco Poggi: che arriva a "negare l'evidenza" e le cui risposte "evidenziano un atteggiamento oppositivo con il quale il teste più che a rispondere in maniera circostanziata alle domande che gli venivano poste le contesta in una costante difesa d'ufficio di Andrea Sempio".

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