“Ho temuto il peggio, ma grazie a Dio ora sto bene”. Giuseppe Conte, intervistato dal Corriere della Sera, parla dell’intervento subìto per l’asportazione d’urgenza di una neoplasia.
“L’intervento è stato delicato, ma è andato molto bene ed è stato risolutivo”, dice il leader del Movimento Cinque Stelle. Conte rivela che “l’esame istologico ha confermato che si trattava di una formazione benigna, il che mi consente di tornare alla vita di prima senza nessuna conseguenza”. E, poi, aggiunge: “Sono stati giorni duri, con la vita che in un secondo non è più la stessa”. Conte ha, dunque, ringraziato la compagna Olivia Palladino, i suoi familiari, l’équipe medica che lo ha seguito e la sua comunità politica: “Tutti - ha detto - si sono stretti attorno a me, mi hanno riempito d’affetto”. Parlando della solidarietà bipartisan ricevuta anche dal governo e dai media, Conte ha commentato: “Ho apprezzato molto, mi creda. Ho sempre pensato che la lotta politica non deve mai oscurare la sensibilità umana, che viene prima. È quel che ho cercato di fare in questi anni di impegno e in questa prova mi è stato restituito”. Lo stop di Conte è arrivato in un momento delicato, poco dopo l’uscita del suo libro ‘Una nuova primavera’. “Da quando ho iniziato a fare politica non mi ero quasi mai fermato, se non per pochissimi giorni di riposo”, ha affermato ricordando di aver “dovuto annullare appuntamenti in tutta Italia e saltare anche il Primo Maggio, che avevo programmato di passare con i lavoratori che rischiano il posto e per i quali continueremo a batterci”.
Venendo ai temi di più stretta attualità, come la visita del segretario di Stato Marco Rubio in Italia, Conte ha commentato: “Trump si sta indebolendo, sul fronte esterno e interno. Gli attacchi insensati e inaccettabili contro il Papa lo allontanano dal mondo cattolico e non solo”. Poco dopo è arrivato l’immancabile attacco al governo Meloni che “si sveglia tardi da questo incantesimo verso Washington e credo che questo tentativo di riposizionamento sia anche il frutto dei 15 milioni di No al referendum”. Per Conte si tratta di “una batosta”. Il leader del M5S non esita a bocciare le scelte del governo e gli accordi già presi “come l’aumento del 5% delle spese Nato”. Accordi che, secondo l’ex premier, sono “incompatibili, insostenibili per gli interessi nazionali”. Ma non solo. “E tanti nodi restano lì, insieme ai danni fatti”, dice riferendosi agli “attacchi illegittimi di Netanyahu e Trump in Iran e in Libano, che hanno messo in ginocchio la nostra economia”. Attacchi che Meloni di fatto non ha ancora condannato. “L’Italia non ha chiesto di strappare gli accordi tra Ue e Israele, nonostante il genocidio a Gaza. E giorni fa, addirittura, alcuni nostri connazionali sono stati sequestrati in acque internazionali su una barca battente la nostra bandiera”, osserva Conte. Secondo l’avvocato del popolo’, nel caso della Flotilla “il nostro governo non trova la dignità di tutelare neppure i nostri connazionali contro questi atti di pirateria internazionale” e “resta una politica anti italiana, contro i nostri interessi e i nostri valori”.
Conte critica anche le ultime misure del governo sui salari, sul nucleare e il Piano Casa, liquidato come poco più di “un annuncio di piano, da realizzare in dieci anni” e saranno i prossimi due governi che “dovranno trovare i soldi e riempirlo di contenuti”. Molto duro anche il commento sulla riforma della legge elettorale: “Trovo molto grave che, mentre c’è una guerra in Iran e una crisi energetica che mette in ginocchio famiglie e imprese, Meloni faccia vertici a Palazzo Chigi per acconciarsi una legge elettorale che le permetta di vincere”. Conte non ha dubbi: “Più che una accelerazione vedo un pantano, con Meloni che vorrebbe andar dritto e Lega e Forza Italia in disaccordo su punti cruciali, non dettagli”. Sul tema il leader del M5s ha le idee chiare: “Per noi sono fondamentali le preferenze, mentre questo premio abnorme non va, distorce la rappresentatività”.
Guardando al campo del centrosinistra tiene banco il tema delle primarie. “Noi ora siamo concentrati sul programma. Tra pochi giorni avremo 100 spazi aperti per la democrazia, perché per prima cosa dobbiamo coinvolgere i cittadini per un programma condiviso”, premette Conte che, poi, spiega: “Solo così, in una fase successiva, le primarie potranno essere un momento di vera partecipazione democratica”. E ancora: “Le primarie possono essere un’ottima soluzione proprio per scongiurare derive leaderistiche. Quanto a me, ci sono e decideremo insieme alla mia comunità”. In caso di pareggio post-elezioni, Conte si tira fuori di fronte all’ipotesi di una “ammucchiata: “Noi siamo nel campo progressista sulla base di scelte valoriali come tutela della legalità e della giustizia sociale e ambientale. Una forza che voglia perseguire progetti progressisti non credo potrà mai stringere un’alleanza con Forza Italia, che ha promosso la scellerata riforma della giustizia per rivendicare i privilegi della classe politica, bocciata per fortuna dai cittadini”.
