È stato imbarazzante (per Gruber), la farsa sulla foto della polizia e Meloni: quindi, oggi…

Scritto il 05/02/2026
da Giuseppe De Lorenzo

Quindi, oggi…: il nuovo decreto sicurezza, i video dei poliziotti a Torino e i centri sociali

- Era o non era il volto di Giorgia Meloni in basilica a Roma? Ma chi se ne frega: il grande errore è stato cancellarlo. La cosa migliore sarebbe stata mettere un bel biglietto all’ingresso, trasformarlo in attrazione turistica e finanziarci opere di carità per i poveri o il restauro di qualche altra chiesa. Ma niente, siamo troppo perbenisti.

- Leggo di questa polemica sulla fotografia che la polizia italiana avrebbe diffuso dopo gli scontri di Torino, in cui si vede l’agente pestato da Askatasuna che viene difeso da un collega. Embè? Ma anche fosse? Non hanno mica usato quella foto per accusare qualcuno: hanno semplicemente rilanciato un messaggio del tipo “noi siamo fratelli, ci aiutiamo tra noi, siamo dalla vostra parte”. Che la foto sia ritoccata o meno (toc toc, fenomeni: perché prima dell’AI non si ritoccavano un po’ le immagini con Photoshop?), cambia poco. Oppure qualcuno sta cercando di sostenere che anche il video in cui si vede il poliziotto massacrato sia falso?

- Ora provo a spiegarvi perché i video in cui si vedono i poliziotti colpire con manganellate i manifestanti o arrestare un fotografo non sono affatto paragonabili a quelle orripilanti immagini del poliziotto preso a martellate. Facile facile. Perché gli agenti, se i cortei seguono il percorso prestabilito, non si muovono. Non succede niente. Infatti, nel 99% delle manifestazioni in giro per l’Italia in cui di mezzo non ci sono centri sociali, sinistri o studenti esaltati, finisce esattamente così. I problemi nascono quando chi è in piazza pretende di passare dove non gli è permesso. E in mezzo alla guerriglia — dove io sono stato più volte — non è semplice distinguere un black bloc da un pirla che si trova lì perché vuole guardare da vicino.

- Non conosco da vicino la vicenda del fotografo che è stato fermato, come si vede in alcuni video. Ma so come operano alcuni dei miei colleghi in quelle piazze: colleghi che parteggiano per i manifestanti e che sono pronti a riprendere solo ed esclusivamente i poliziotti. Colleghi che sostengono che la polizia venga mandata lì “per picchiare” e che la colpa dei disordini del 2015 a Milano sia stata delle forze dell’ordine e non dei black bloc. Ma tanto combattere contro di loro è come combattere contro i mulini a vento. Gli antifà odiano la polizia perché odiano l’ordine. Gli intellò, invece, odiano la polizia perché a difenderla c’è la destra. E qualsiasi cosa stia a cuore alla destra, per loro, è il demonio.

- Ho visto l’intervista di Matteo Salvini a Otto e Mezzo, ospite di Lilli Gruber. È stato imbarazzante, per la Gruber. Non voglio insegnare il mestiere a nessuno, ma a quelli che ci fanno le lezioncine di giornalismo chiederei almeno di guardarsi allo specchio. Se inviti un ospite in studio, puoi anche essere antipatica e incalzante, dissacrante e dissentire su tutte le risposte; quello che non puoi fare — e che Gruber sistematicamente mette in pratica — è impedire all’interlocutore anche solo di rispondere. Contenti voi, contenti tutti.

- A un certo punto, ad esempio, lei sostiene una roba del genere: che 9,5 treni su 10 sono in ritardo (ma che dato è??). Lui contesta, tira fuori un numero ben diverso, lei sventola un foglio che direbbe il contrario. Salvini a quel punto ci sta e le dice: vediamoli bene. E lei? La giornalista, cioè quella che dovrebbe fare del dato di fatto la base del proprio mestiere, cosa s’inventa? La seguente uscita: glieli do dopo. A puntata finita, capito? Quando sarà inutile. Ripeto: contenti voi di avere questi maestri, contenti tutti…

- Funzionerà il decreto sicurezza? Mistero. Vedremo. Anche se io credo che il vero problema sia un altro, ovvero che non si riesca mai a catturare in massa questi delinquenti: 100 poliziotti feriti e solo 3 fermi in flagranza? Suvvia. Quando la gente si travisa e tira fuori le mazze, gli agenti non devono tenere le posizioni. Se attaccati, devono operare in modo di arrestarli. In tutti i modi possibili.