Salis, Potere al Popolo, Renzi e Conte, sinistra all'attacco: "Meloni si dimetta"

Scritto il 23/03/2026
da Redazione web

Conte: "Ce l'abbiamo fatta". Schlein: "Meloni e il governo devono ascoltare il Paese e le vere priorità". Bindi: "Non chiederemo mai le dimissioni di nessuno". Renzi: "La premier non può fare finta di nulla"

Si stanno ancora contando le schede e già la sinistra chiede le dimissioni del governo. "Fallimento clamoroso di Meloni e del suo Governo", scrive su X l'eurodeputata di Avs, Ilaria Salis. "Con un'affluenza così significativa, c'è solo una cosa da fare ora: dimissioni! La maggioranza dei votanti non corrisponde più alla maggioranza parlamentare che sostiene questo Governo. La maggioranza del Paese finalmente si oppone al progetto di trasformazione autoritaria della nostra Repubblica. Le dimissioni non sono più una tua scelta, Giorgia. È l'Italia che te lo sta chiedendo". Sulla stessa linea Potere al Popolo: "Meloni hai perso! Ora dimettiti", scrivono sui propri canali social.

La segretaria del Pd, Elly Schlein, in conferenza stampa al Nazareno esulta per il risultato: "Abbiamo vinto, i giovani hanno fatto la differenza. La maggioranza del Paese ha difeso la Costituzione". E ancora: "Arriva un messaggio politico chiaro a Meloni e al governo, che ora devono riflettere, devono ascoltare il Paese e le vere priorità. È anche un messaggio per noi. Il Paese chiede un'alternativa e noi abbiamo la responsabilità di organizzarla. C'è già una maggioranza alternativa al governo. Questo voto ci consegna una grande responsabilità. Lavoreremo con le forze della coalizione progressista per costruire l'alternativa". Poi fa un'analisi del voto: “Ci sono più elettori di destra che hanno votato No che non il contrario".

Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, esulta sui propri canali social: "Ce l'abbiamo fatta! Viva la Costituzione!". Più tardi, nella conferenza stampa nella sede del comitato referendario di via Campo Marzio, aggiunge: "Il risultato mi sembra chiaro, registriamo una grandissima partecipazione e la chiara sonora vittoria di no, questo ci rallegra, volevo ringraziare la comunità del Movimento 5 stelle, e tutte le altre forze progressiste, sociali e culturali del Paese. C’è stata una grande rimonta". Ai microfoni di SkyTg24 aggiunge: "Il segnale politico è forte, fortissimo. Poi Meloni non andrà a casa, ma per questo governo finisce quell'illusione che ha creato quella bolla con i cittadini e che si è pensato di continuare a gonfiare dicendo che va tutto bene. Il governo resterà? Lo affronteremo alle prossime politiche. Ma i cittadini hanno dato uno scossone a Palazzo Chigi che non li renderà tranquilli. C'è un governo azzoppato, è una metafora che ci può stare", ha aggiunto. Sulla possibilità che alle primarie del centrosinistra possa correre anche Silvia Salis, ha aggiunto: "quello sui nomi è un esercizio inutile". "Le primarie possono avere un senso - ha proseguito - nel momento in cui sentiamo una grande affluenza e una partecipazione dei giovani. Secondo me le primarie non si fanno oggi o domani mattina, quando trionferebbero i personalismi. Le primarie arriveranno dopo un percorso che ha definito gli obiettivi condivisi".

"Il risultato è per la Costituzione", dice Rosy Bindi del comitato Società civile per il No. "Noi abbiamo fatto una campagna nel merito per difendere l'integrità della Carta costituzionale. Non chiederemo mai le dimissioni di nessuno. Ma ricevere il consenso popolare non significa governare senza rispettare la Costituzione".

"Io non dico che dovrebbe fare Giorgia Meloni, io mi dimisi", afferma Matteo Renzi a Radio Leopolda. "Lo so personalmente quanto è doloroso perdere un referendum costituzionale, ma perdere e uscire fischiettando" non si può fare. "Quando il popolo parla, il Palazzo deve ascoltare". "Quando un leader perde il tocco magico, tutti intorno a lui cominciano a dubitare e solo una cosa non può fare: non può far finta di nulla". E rivolge un appello al centrosinistra: "Vada rapidamente alle primarie, il centrosinistra è in condizione di vincere le elezioni politiche".

"Sembra proprio che il no abbia vinto, io sono molto contento" di questa "battaglia per la difesa dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura", dichiara Giovanni Bachelet, presidente del Comitato Società Civile per il No, ai microfoni del Tg1. "Sono contento - ha aggiunto - e penso sia una vittoria come quella della lotta partigiana o del referendum con pochissimo margine tra monarchia a Repubblica e non per noi ma anche per tutti quelli del Si, perché è una garanzia per tutti i cittadini e tutti saranno contenti nel lungo periodo che abbia vinto il no".

"Una vittoria della Costituzione e del Popolo italiano!", scrive sui social Andrea Orlando (Pd), ex ministro della Giustizia nei governi Renzi e Gentiloni.

Si fa sentire anche il segretario della Cgil, Maurizio Landini: "Oggi è arrivata la risposta alla campagna di denigrazione. Il Paese ha difeso la Costituzione, è un messaggio di unità".

Angelo Bonelli, leader di Avs, parla di "segnale politico rilevante, Meloni è stata sconfitta e le sue riforme cadono". E aggiunge: "Ringraziamo gli italiani per questa straordinaria partecipazione che ha portato alla difesa della Costituzione: è un segnale politico grande. Oggi i piani della Meloni cadono in una giornata straordinaria per la democrazia italiana, una straordinaria giornata di partecipazione, grazie a tutti gli italiani". Bonelli chiude il suo intervento con una citazione sanremese: "Sarà per sempre NO!", mutuando il titolo della canzone con cui Sal Da Vinci ha vinto il festival, usata come jingle durante alcuni eventi della campagna per il Sì.

"Il No dei milanesi e degli italiani è una gran bella notizia". Scrive in un post su Facebook il sindaco di Milano Giuseppe Sala. "Sono personalmente soddisfatto per l’affluenza alle urne a Milano. Che questo referendum fosse ampiamente politicizzato è fuori di dubbio. Ma come ho avuto modo di dire pubblicamente, anche venerdì dal palco del No, andava data una forte risposta politica. E questa risposta è arrivata", dice Sala. Secondo il sindaco "con questa vittoria si ottengono due risultati: si ribadisce che la Costituzione non è immodificabile, ma qualunque modifica deve portare a un miglioramento delle regole democratiche. E in secondo luogo, questa vittoria ci dice che il Paese è contendile. Ripartiamo da qui".

"Le parole sono davvero inutili", scrive sui social Stefano Bonaccini, europarlamentare Pd, postando un video in cui scuote il capo mimando il No senza parlare, alludendo all'esito del referendum.

"La vittoria del No al referendum rappresenta un segnale forte e chiaro - dice il procuratore di Napoli Nicola Gratteri -: la società civile è viva, attenta e pronta a mobilitarsi quando sono in gioco principi fondamentali. È stata una scelta consapevole, in difesa della Costituzione e dell'equilibrio delle istituzioni. Non è un rifiuto al cambiamento, ma di un metodo. La giustizia ha bisogno di riforme serie, capaci di ridurre i tempi dei processi e migliorarne il funzionamento, garantendo efficienza senza sacrificare le garanzie. Le riforme sono necessarie, ma vanno costruite con responsabilità e rispetto dei diritti".