Lamberto Dini è stato un pilastro della Repubblica. Prima come numero due di Bankitalia, poi come ministro e presidente del Consiglio. Conosce molto bene la politica estera e conosce benissimo l'America. Abbiamo chiesto a lui di commentare il viaggio in Italia del segretario di Stato americano Marco Rubio.
Presidente, questo viaggio di Rubio è stato utile?
"Il viaggio era per incontrare il pontefice. Una volta a Roma non poteva non incontrare anche il governo italiano".
L'incontro col Papa è stato difficile?
"Non poteva essere facile dopo le uscite di Trump contro il pontefice. Trump ha sostenuto che Papa Leone appoggia la costruzione di armi nucleari da parte dell'Iran. Ma questo è assolutamente falso. Leone, come tutti i pontefici, non solo è contro le guerre ma è contrarissimo alla costruzione di armi nucleari".
Lei come si spiega questo attacco di Trump al Papa?
"Con la politica interna. Trump sta cercando di non perdere i voti cattolici".
Per questo ha mandato Rubio?
"No, era un viaggio programmato da tempo. Rubio non ha nessun mandato e non ha il potere per trattare, o per mediare, o per ricucire".
Rubio gioca una sua partita?
"Anche lui ha interessi elettorali personali perché credo aspiri ad essere il candidato repubblicano alla Casa Bianca nel 2028".
L'attacco di Trump è solo per consensi elettorali?
"Sì, e poi perché si è cacciato in un vicolo cieco e non sa come uscirne".
Vicolo cieco?
"Sì, attaccando l'Iran senza una strategia. Ora è isolatissimo".
Vuole chiudere la guerra con l'Iran?
"Sì. Anche se poi l'alleato israeliano fa pressione perché la guerra continui".
Come giudica la politica estera che sta conducendo la Meloni?
"Saggia, prudente".
Meloni ha fatto bene a resistere a Trump?
"Io credo di sì. Trump ha accusato Giorgia Meloni di avere tradito la sua amicizia quando i paesi europei non hanno accettato di sostenere la guerra all'Iran, e la Meloni si è schierata coi paesi europei. Trump dice: Ah, quando gli Usa hanno avuto bisogno di voi membri Nato non ci avete aiutato".
E non ha ragione?
"No, la Nato è un'organizzazione di difesa. E la sua non era un'azione di difesa, era un'azione di attacco. Trump si aspettava che tutti lo seguissero in questa sua impresa disastrosa".
Ora come fa a uscirne?
"Deve trovare il modo per dire di avere vinto".
Lei cosa immagina che dirà?
"Per esempio, dirà: Siamo riusciti a far sì che il governo iraniano smetta di raffinare l'uranio".
Per l'Iran è importante la bomba atomica?
"Sì, perché per loro sarebbe l'assicurazione sulla vita. Se possiedono la bomba non possono essere attaccati. Come hanno fatto i nordcoreani. Però un Iran con la bomba è una minaccia per Israele. L'Iran ha sempre detto che vuole distruggere Israele".
E quindi è giusto difendere Israele?
"Difendere Israele sì, è giusto: difendere le violazioni che Israele sta facendo del diritto internazionale non è giusto".
Dovremmo condannare Netanyahu?
"Sì, come condanniamo Putin. Altrimenti applichiamo il sistema dei due pesi e due misure. Netanyahu sta commettendo crimini di guerra uguali, anzi superiori a quelli di Putin".
Ora come deve comportarsi l'Europa con gli Usa?
"Deve negoziare sulle questioni economiche".
E sulla Nato?
"La Nato è molto importante. A noi europei serve la Nato".
A sinistra usano le uscite di Trump per mettere in discussione l'alleanza atlantica.
"Le rispondo con una domanda: come la sostituisci?".
Me lo dica lei
"L'alternativa è realizzare una difesa comune europea. Naturalmente questo vuol dire aumentare le spese militari. E soprattutto è un'impresa molto difficile, sia perché ci sono molti paesi contrari sia per il diffondersi dei sovranisti".
Secondo lei l'Europa rischia di essere attaccata dalla Russia, se la Russia dovesse vincere in Ucraina?
"No, questo proprio no. Non capisco su quali basi si possa dire una cosa del genere".
Lei ha conosciuto Clinton. Se Clinton avesse criticato papa Wojtyla o l'Europa con la durezza usata da Trump?
"Periodo ipotetico del terzo tipo: dell'irrealtà. Clinton non avrebbe mai fatto niente del genere. Clinton era molto amico dell'Europa".
