Puntuali come i dati sull'affluenza, anche in questa tornata elettorale non mancano le polemiche. E, allora, mentre i leader votano, ognuno al proprio seggio, non senza qualche intoppo - come Giuseppe Conte che dimentica la tessera - i partiti non si risparmiano le accuse reciproche, con un episodio che riguarda anche la comunità islamica. Il Giornale ha scovato e segnalato molti profili di islamici che, invece, nel tentativo di invitare i loro seguaci a votare "no" al referendum sulla giustizia, hanno commesso un illecito. "Il referendum è una nostra preoccupazione, votiamo no", scrive uno di loro, c'è anche chi invia le foto nei gruppi e chi le pubblica sotto il post di Brahim Baya, il predicatore islamista di Torino, referente della moschea Taiba e del Centro Rayan, che ha chiesto a chi lo segue di informarlo sul parere espresso alle urne. E, proprio Baya, in periodo di silenzio elettorale, ha continuato la sua serrata campagna contro la riforma della giustizia mettendo come immagine di copertina la foto dal seggo con la mano che sta per fare la croce sul no: "Mentre nel mondo c'è chi vive sotto le bombe, qui abbiamo ancora la possibilità di scegliere. E questa possibilità non è scontata. Oggi non si vota solo una riforma, si decide da che parte stare. Io ho scelto, anche per Gaza. Vota no".
Da Napoli arriva la denuncia del segretario regionale campano di Forza Italia, Fulvio Martusciello. L'esponente azzurro parla di "pulmini del Comune per i disabili usati per portare la gente a votare no al referendum". Poi lancia l'accusa, facendo riferimento a un video, "in cui l'assessore alle Politiche sociali della Terza Municipalità, Teresa Esposito, racconta di stare utilizzando quei mezzi per accompagnare cittadini al voto". Martusciello annuncia pure le carte bollate. "Presenteremo un esposto e chiederemo che venga accertato ogni profilo di responsabilità, anche sotto il profilo del peculato - dice Martusciello - . Chiediamo al sindaco di Napoli una verifica immediata su quanto accaduto e sull'utilizzo dei mezzi comunali". Dai presunti pulmini per il No, alle spillette per il Sì. È il M5s a tirare in ballo Fratelli d'Italia per quanto sarebbe accaduto nei seggi in Umbria. L'accusa della deputata pentastellata Emma Pavanelli? "I rappresentanti di lista di Fratelli d'Italia espongono distintivi con chiara indicazione di voto per il Sì. Ciò si configura come propaganda illegale nei seggi, cosa che la legge la vieta entro i 200 metri dalle sedi di voto. Stiamo informando le prefetture umbre per provvedere alla richiesta di rimozione immediata di questi distintivi". Esonda dialetticamente, invece, lo stand up comedian Giorgio Montanini. Il comico è conosciuto per il suo stile sopra le righe, ma stavolta va oltre. "Chi vota Sì muoia", è la frase, pronunciata durante uno spettacolo, rilanciata dallo stesso Montanini sui social a voto in corso. Replica immediata di Matteo Salvini: "Non so se è più squallido Montanini o chi gli batte le mani". Ferma anche la reazione di Fratelli d'Italia.
A Roma, nel suo seggio a due passi da Piazza Navona, piccolo fuori programma per Conte. Il leader del M5s, accompagnato dal cane Oscar, dimentica la tessera elettorale nella giacca fuori dall'urna, poi vota e scherza con i giornalisti presenti. Nella prima giornata ha votato, a Palermo, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. A Verona ha votato il presidente della Camera Lorenzo Fontana, quello del Senato Ignazio La Russa a Milano. Tra i leader al seggio, a Roma, Elly Schlein, Carlo Calenda e Matteo Salvini. Mentre Tajani ha votato a Fiuggi. A Milano vota Marina Berlusconi. "Una dedica a mio padre? Certo, domani quando si sapranno gli esiti", ha detto ai giornalisti, sottolineando: "Prevalga il Sì per un'Italia civile democratica e moderna".
