Negli ultimi giorni il sentiment digitale, che raccoglie l’insieme delle reazioni espresse liberamente e senza alcuna sollecitazione dagli utenti ogni qualvolta hanno letto o visto sul proprio feed il nome o il volto di Ranucci, ha fatto registrare un valore negativo dell’89%. Eppure, neanche un mese fa, sempre spulciando nel mare magnum dei dati comportamentali degli italiani, sul nome del giornalista e conduttore di Report, l’atteggiamento era tutt’altro che negativo. Infatti, dal 12 al 14 giungo, Ranucci otteneva online un sentiment largamente positivo che raggiungeva il 52% delle menzioni totali, mentre dieci giorni più tardi, dal 21 al 23 giugno, questo valore si irrobustiva ancora di più toccando il 60% delle citazioni.
Dallo scorso 1° luglio, quando la Procura di Roma ha fatto scattare gli arresti nei confronti dei quattro indagati ritenuti gli esecutori materiali dell’attentato ai danni del giornalista, il sentiment ha iniziato a virare verso il basso e da allora non è più risalito. In questi dieci giorni è rimasto costantemente negativo, mentre negli ultimi giorni, come detto, questa tendenza si è ulteriormente rinforzata in coincidenza con gli ultimi sviluppi dell’indagine che hanno coinvolto l’ex direttore dell’Avanti, Lavitola.
Una tendenza che salvo nuove clamorose rivelazioni sembra essersi consolidata, almeno online. Certo, l’ascolto delle conversazioni digitali, che raccoglie i commenti e le interazioni, come può essere ad esempio un semplice like che mettiamo a un post, non è paragonabile ai risultati di un sondaggio classico, ma tra le due analisi ci sono delle differenze di forma e di sostanza che vale la pena rammentare. Infatti, tutti i sondaggi, in particolare quelli elettorali, come la ricerca che Valter Lavitola avrebbe voluto commissionare per lanciare la possibile candidatura di Ranucci in occasione delle politiche del 2027, conservano un limite oggettivo: quando l’indagine approda sulla nostra scrivania, tra le mani ci ritroviamo un risultato ingiallito, da prendere con le dovute cautele prima di farsi entusiasmare o deprimere, anche perché le risposte per quanto ponderate possono essere in parte condizionate dal tipo di domanda fatta all’intervistato.
L’ascolto digitale, invece, raccoglie senza alcun filtro o tipo di intermediazione, tutte le reazioni istintive, genuine e coeve, manifestate dagli utenti. Il sentiment classifica poi queste reazioni in funzione di alcuni criteri in tre grandi classi: neutra, negativa e positiva. Nel caso di Sigfrido Ranucci, solo negli ultimi giorni sono state censite sulle piattaforme pubbliche la bellezza di oltre 1,2 milioni di reazioni, con una media di sentiment negativo pari 48% sull’intero periodo.
