Il prete urla in tribuna. Ma è l'allenatore squalificato travestito

Scritto il 23/03/2026
da Filippo Tabacchi

Max Allegri. Sono anni che i giochisti, i custodi del guardiolismo, i filosofi del bar sport lo massacrano perché le sue squadre giocano male, si pensa solo ai punti, al fatturato e non si dominano gli avversari come ai tempi di Gullit o Kakà. I tempi sono cambiati e il fantino di Livorno se ne frega e galoppa lo stesso. Ha preso un Milan in depressione e lo ha trasformato in una squadra vera, difesa solida, gruppo unito, Leao a parte. Forse. Massimiliano, una certezza.

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Kevin Durant. Ha raggiunto la stratosfera dell'Olimpo NBA superando sua maestà Michael Jordan con l'incredibile cifra di punti 32294 realizzati, robe da far girare la testa. Una carriera fatta di un palleggio arresto e tiro mortifero, una velocità di piedi e mani fuori da comune, intelligenza cestistica e un caratterino peperino. Nonostante infortuni devastanti che avrebbero messo al tappeto chiunque ha scritto pagine di storia. Unica pecca: ha vinto poco per quello che ha fatto vedere di meraviglioso sui parquet.

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Matteo Ciceri. Fino a ieri non lo conosceva nessuno ma è assurto alle cronache locali lombarde per una storia che sarebbe entrata di diritto nella sceneggiatura di Amici Miei. Per eludere la squalifica si traveste da sacerdote per poter dirigere la propria squadra dalle tribune della terza categoria lodigiana. Non pago entrerà poco dopo in campo, prima per sferrare un calcione a un giocatore e poi per insultare gli avversari per il pari raggiunto allo scadere. Scherzo da prete riuscito male, anzi malissimo.