Per riassumere il quarto di finale tra Atalanta e Juventus basti una sola statistica: i nerazzurri hanno convertito in gol le sole tre occasioni costruite nei 90 minuti. Partita perfetta quella dell’undici di Palladino che lascia sfogare a lungo i bianconeri che spendono tante energie ma riescono raramente ad impensierire Carnesecchi per poi colpire al momento giusto. Il vantaggio arriva sul rigore dovuto al fallo di mano di Bremer, trasformato alla grande da Scamacca. La Dea mette in ghiacciaia il risultato, colpendo una Juventus sbilanciata in avanti a caccia del pareggio con le reti dei nuovi entrati Sulemana e Pasalic. Sconfitta davvero pesante per la Juventus, che vede evaporare il primo obiettivo stagionale.
Mano di Bremer, Scamacca su rigore
Dopo il pareggio in campionato, Atalanta e Juventus si incrociano alla New Balance Arena per staccare il biglietto per la semifinale di Coppa Italia. A partire meglio sono i bianconeri, che colgono impreparata la difesa bergamasca, riuscendo ad entrare in maniera pericolosa nell’area dei padroni di casa. Ritmo molto sostenuto ed approccio gagliardo di entrambe le squadre ma la prima a rendersi pericolosa è la Juventus: al 9’ Bremer lancia alla grande Conceiçao che prova a saltare Ahanor ma non si accorge che il campo è finito. Se Zappacosta è insolitamente impreciso, Perin fa buona guardia quando un pallone vagante rischia di creargli grossi grattacapi. Al 16’ tocca a David avventarsi sul cross di Conceiçao: buona la rincorsa, pessima la conclusione, che si perde sul fondo. L’undici di Spalletti è molto più pericoloso quattro minuti dopo quando il laterale portoghese approfitta di un errore di Ahanor per arrivare a tu per tu con Carnesecchi: perfetta la sua uscita bassa ma il portiere orobico deve ringraziare la traversa che nega a Conceiçao la rete del vantaggio. Atalanta in evidente affanno ma il momento chiave della partita arriva al 24’ quando Bremer tocca il pallone in area con il braccio lontano dal corpo. Fabbri va al monitor e, dopo una rapida consultazione con la sala Var, indica il dischetto: Scamacca è perfetto, spiazza Perin e porta in vantaggio la Dea. La reazione della Juventus è veemente: neanche due minuti e Bremer, lasciato colpevolmente solo dalla difesa, manda fuori di testa un bel cross di Cambiaso. Bianconeri ancora pericolosi da calcio piazzato con uno schema che coinvolge David e McKennie: il texano, invece di calciare tocca il pallone, consentendo ad Ahanor di respingere sulla linea. Finale di primo tempo con l’Atalanta trincerata in difesa e la Juve che sfiora il pareggio al 42’: David controlla in area e fornisce un bel pallone a Bremer ma il brasiliano non riesce ad arrivarci, graziando Carnesecchi. L’ultima occasione prima dell’intervallo se la guadagna Locatelli quando Scamacca lo stende al limite dell’area: il capitano bianconero non riesce però a sfruttare al meglio la punizione.
La Juve spinge, la Dea segna
Nessun cambio durante l’intervallo ma a proporsi in avanti con più regolarità nei primi minuti della ripresa sono i padroni di casa. Gara decisamente più equilibrata in questa fase, dopo che l’Atalanta aveva concesso troppo spazio ai bianconeri dopo esser passata in vantaggio. Al 51’ ci vuole l’intervento dei medici per soccorrere Ederson, che ha preso un colpo al ginocchio dopo un contrasto ruvido con Conceiçao. I bianconeri spingono forte: se al 54’ ci vuole un intervento ad una mano di Carnesecchi per evitare che il cross di Cambiaso diventi pericoloso, due minuti dopo è provvidenziale il recupero di Djimsiti su David, servito in area dopo un uno-due tra McKennie e Kalulu. La difesa bergamasca rischia un po’ troppo nel frenare gli avanti bianconeri: prima qualche protesta per un intervento in area di De Roon su Cambiaso, poi Djimsiti rischia un tackle su Thuram, prendendo in pieno la palla. Al 64’ arriva anche il momento dell’ex di giornata Boga, che prende il posto di Gatti ma la partita rimane comunque apertissima. Con poco più di 20 minuti prima del triplice fischio, l’undici di Spalletti spinge sempre di più: se il tiro di McKennie finisce fuori non di molto, Scalvini riesce a fermare David a pochi metri dalla porta prima del tiro. Dopo un passaggio di Boga troppo lungo per McKennie, girandola di cambi per entrambe le squadre: Palladino inserisce Sulemana e Krstovic per mettere al sicuro il risultato mentre Spalletti schiera il fischiatissimo Koopmeiners al posto di David, rimanendo a corto di attaccanti. Proprio mentre i bianconeri si spingevano in avanti a caccia del pareggio, la Dea trova il raddoppio: Bellanova mette un cross invitante da destra sul quale è un attimo in ritardo Krstovic. Kalulu non si accorge che Sulemana era alle sue spalle e viene beffato dall’avanti bergamasco, che non lascia speranze a Perin. Spalletti si gioca il tutto per tutto inserendo Openda e Zhegrova al posto di Cambiaso e Conceiçao ma è l’ultimo cambio di Palladino a risultare decisivo. Neanche due minuti dopo essere entrato in campo, Pasalic si vede recapitare un pacco regalo da Krstovic e si inventa un gol clamoroso che lascia basito Perin. Gioco, set e partita: in semifinale di Coppa italia vola la cinica Atalanta di Palladino.
Il tabellino
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini (75’ Kossounou), Djimsiti, Ahanor; Zappacosta (71’ Bellanova), De Roon, Ederson, Bernasconi; De Ketelaere (83’ Pasalic), Raspadori (75’ Krstovic); Scamacca (71’ Sulemana). Allenatore: Raffaele Palladino
JUVENTUS (4-2-3-1): Perin; Kalulu, Gatti (64’ Boga), Bremer, Kelly; Locatelli (74’ Koopmeiners), Thuram; Conceiçao (80’ Zhegrova), McKennie, Cambiaso (80’ Openda); David (74’ Holm). Allenatore: Luciano Spalletti
Marcatori: 27’ Scamacca (rig) (A), 77’ Sulemana (A), 85’ Pasalic (A)
Arbitro: Michael Fabbri (Ravenna)
