Per venire incontro alle esigenze dei contribuenti che vivono in condizioni di difficoltà economiche, ogni anno il governo stanzia dei fondi per sovvenzionare bonus e agevolazioni finalizzate all’acquisto di beni e servizi di prima necessità: spesso, tuttavia, alcuni di questi incentivi sono poco noti e pertanto non vengono interamente sfruttati da chi ne avrebbe invece diritto, ecco alcuni di quelli più interessanti.
In generale si può dire che le misure che registrano un numero maggiore di richieste sono quelle più dibattute: mentre l'attenzione è tutta rivolta ai soliti incentivi, come l’Assegno Unico o quelli legati all’edilizia, in tanti ignorano una serie di piccoli ma preziosi bonus attivi per il 2026. Molte di queste opportunità restano inutilizzate solo per mancanza di informazione, nonostante il fatto che siano semplici da richiedere e spesso già a disposizione di chi ne ha i requisiti.
Un esempio è rappresentato dal Bonus Acqua Potabile, incentivo finalizzato a ridurre il consumo di plastica attraverso l'installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione o raffreddamento dell’acqua proveniente dalla rete idrica. L’agevolazione consiste in un credito d'imposta del 50% delle spese sostenute, con un tetto fissato a mille euro per ogni unità immobiliare (privati) e a 5mila per immobili adibiti ad attività commerciale o istituzionale: le spese effettuate nel 2025 devono essere comunicate all'Agenzia delle Entrate entro il 28 febbraio 2026 per poter usufruire del credito, e ovviamente per comprovarle occorre effettuare il pagamento con metodi tracciabili e presentare regolare fattura.
Altro incentivo tra i meno conosciuti è il Bonus Vista, che prevede un voucher una tantum di 50 euro per l'acquisto di occhiali da vista o lenti a contatto correttive: possono beneficiarne fino al 31 dicembre 2026 esclusivamente famiglie con Isee inferiore ai 10mila euro, e per accedervi fino a esaurimento scorte è necessario accedere alla pagina ad esso dedicata sul portale del ministero della Salute dopo essersi autenticati tramite Spid, Cie o Cns.
Tra i più interessanti da attivare con l’Isee c’è il Bonus Tari, che consiste in uno sconto automatico del 25% sulla tassa rifiuti per famiglie in difficoltà economica. L'agevolazione, introdotta da Arera, si applica all'abitazione principale per chi ha un Indicatore della situazione economica equivalente fino a 9.796 euro (o fino a 20mila euro per nuclei familiari con almeno 4 figli a carico). Trattandosi di una tassa locale, esistono delle differenze a seconda del Comune di residenza: più spesso il contributo viene erogato in modo automatico incrociando i dati Isee e Inps, ma in certi casi è richiesta la presentazione di specifica istanza all’Ufficio Tributi. Il requisito fondamentale, è che la Dsu sia aggiornata: l’Inps trasmette automaticamente i dati all’Arera, che identifica i beneficiari.
Destinato ai giovani di età compresa tra i 20 e i 31 anni non compiuti, c’è anche il Bonus Affitti: si viene a configurare come una detrazione Irpef del 20% sul canone d'affitto, fino a un massimo di 2mila euro annui per i primi 4 anni. Sono richiesti un reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro, il contratto registrato e la residenza nell'immobile, che ovviamente non deve risultare una casa di proprietà dei genitori del beneficiario: la detrazione non richiede la presentazione di istanza, e si ottiene tramite la dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Modello Redditi).
Chi ha animali domestici può beneficiare della specifica agevolazione che prevede una detrazione Irpef del 19% per le spese veterinarie: è prevista una quota fissa di 129,11 € a carico del cittadino, per cui lo sconto si applica solo sulla parte eccedente questa cifra ed esclusivamente con un tetto massimo di 550 euro. Come accade per incentivi di questo genere, le ricevute vanno conservate e i pagamenti devono obbligatoriamente risutare tracciabili.
