La Francia di Macron? È il Paese più insicuro d'Europa. Roma meglio di Parigi grazie ai dl sicurezza, ma resta 35esima

Scritto il 10/07/2026
da Francesca Galici

In Francia pesano i disordini interni e le manifestazioni violente dovute a un deterioramento sociale. Con le leggi del governo Meloni l'Italia si piazza al 35esimo posto

Il Global Peace Index, l’indice di pace globale, come ogni anno ha stilato la classifica mondiale dei Paesi a livello di sicurezza e ci sono diverse sorprese, soprattutto in Europa. Non stupisce il primo posto dell’Islanda a livello mondiale, così come il terzo della Svizzera, a colpire è il 99esimo posto della Francia di Emmanuel Macron su 163 Paesi totali, tra la Tanzania e il Gabon. L’Italia si difende discretamente al 35esimo posto, davanti all’Albania ma dopo la Mongolia, mentre le posizioni intorno al 20 sono occupate quasi del tutto dai Paesi dell’est Europa.

Stando a questi numeri, il modello Macron che tanto piace alla sinistra italiana non è così vincente: le tensioni sociali interne, le manifestazioni e le guerriglie che partono dalle banlieue e arrivano in centro senza che il governo riesca a gestirle rappresentano uno degli indicatori che hanno portato la Francia così in basso nel ranking, maglia nera dell’Europa occidentale. L’approccio socialista e progressista di Macron ha fallito e se le premesse della sinistra italiana sono quelle finora presentate, il Paese rischia la stessa fine con un governo dello stesso stampo. Per ora l’Italia riesce a fare meglio della Francia anche grazie ai decreti Sicurezza ma non è considerato tra i Paesi migliori d’Europa perché restano criticità che devono essere ancora sanate. Restando in Europa fanno meglio del nostro Paese anche la Svizzera, l’Irlanda, la Slovenia, l’Austria e il Portogallo, solo per citare alcune delle prime 15.

“L'Europa occidentale e centrale rimane la regione più pacifica”, si legge nel rapporto, mentre "la regione dell'Europa orientale e dell'Asia centrale è stata l'unica delle otto regioni del GPI a mostrare un miglioramento medio nell'ultimo anno”. L’Italia è riuscita a mantenere stabile la sua posizione nel ranking al contrario della Francia, che è invece salita di tre posizioni, restando però nelle retrovie, unico Paese europeo (escludendo l’Ucraina e la Bielorussia) a essere considerato un Paese non sicuro. A livello globale, l'indice mostra che la pace nel mondo ha continuato la sua traiettoria di deterioramento per il dodicesimo anno consecutivo, spinta principalmente da conflitti sempre più internazionalizzati e difficili da risolvere. Su 163 Paesi esaminati, ben 99 hanno registrato un peggioramento nei livelli di sicurezza, lasciando l'Europa e il resto del mondo davanti a uno scenario in cui i vecchi equilibri faticano a garantire la stabilità del passato. All’ultimo posto si posiziona la Russia.

A livello di sicurezza interna, l'Europa si trova a fare i conti con indicatori specifici che pesano sulla vita quotidiana dei cittadini, come l'aumento delle manifestazioni violente, la percezione della criminalità e l'instabilità politica. Il divario tra Paesi come la Francia, crollata nelle retrovie della classifica, e l'Italia o le nazioni dell'Est Europa, risiede proprio nella gestione dell'ordine pubblico e nella coesione sociale. Nei contesti europei più instabili, il rapporto evidenzia come l'inasprirsi delle tensioni sociali, spesso legate a una gestione difficile dei flussi migratori e alla mancanza di integrazione, si rifletta in un aumento degli scontri di piazza e della microcriminalità. Mentre l'Italia riesce a mantenere un livello di stabilità interna discreto grazie a un controllo del territorio che limita le fiammate di violenza urbana, in altri Paesi la conflittualità sociale ha raggiunto livelli di guardia, trasformando il disagio in una vera e propria emergenza per la sicurezza di chi ci vive.