"Bella stro...". "Il sangue c'era". Tutte le accuse contro Sempio

Scritto il 09/05/2026
da Luca Fazzo

Il rapporto conclusivo dei carabinieri: dai soliloqui di Andrea alle parole dette dal papà alla madre: "Lo scontrino l'hai fatto tu". Le ricerche fatte sul web: Dna, killer e omicidi

Un lungo, dettagliato, risoluto atto d'accusa contro Andrea Sempio per il delitto di Garlasco: ed anche una demolizione accurata delle indagini e dei processi precedenti, che portarono alla condanna che Alberto Stasi sta scontando in carcere. Il rapporto conclusivo sulla morte di Chiara Poggi, firmato dal comandante dei carabinieri Antonio Coppola, individua anche le zone grigie dell'inquinamento e dei depistaggi. Ecco i passaggi fondamentali.

"CHIARA BELLA STRONZA"

Intercettato da solo in auto il 14 aprile 2025 Andrea Sempio commenta un podcast sul delitto di Garlasco e torna con la mente alle chiamate a Chiara Poggi, fornendo dettagli su un video intimo sparito, sul trasferimento su una pennetta e sul rifiuto della vittima, apostrofata con "bella stronza". "Delle tre chiamate... lei ha detto: Non ci voglio parlare con te (imitando una voce femminile)... e io gli ho detto riusciamo a vederci... e lei mi ha messo giù... e ha messo giù il telefono... ah ecco che fai la dura (o simile) (ride, ndr). Ma io non l'ho mai vista in questo modo... e da un lato l'interesse non era reciproco... lei dice non l'ho più trovato il video... tutto sbagliato". E dopo qualche istante: "Cioè è stata bella stronza... inc... giù il telefono... anche lui lo sa... perché ho visto... dal suo cellulare, inc..... perché Chiara non inc... con quel video. E io ce l'ho... (voce bassa, ndr)... dentro la penna".

"IL SANGUE C'ERA"

È il 12 maggio 2025 quando Sempio commenta il racconto dello Stasi scopritore. "Pensa allora a sto punto uno prende la perizia che dice che il sangue era secco e non rilascia le gocce, ma quella è la versione che usano per inc... perché ancor prima han detto... loro han detto che l'hanno inc... sulla destra, han inc... il sangue, ed hanno inc... proprio sulla destra per stare attento... perché c'era il sangue, e gli han detto no...". Stasi "dice di non aver inc... con i piedi... "eh va beh ma allora non c'era tutto quel sangue" e allora non c'era tutto quel sangue e va beh allora non c'era tutto quel...quando sono andato io... (compatibile con quando sono andato via - la nota è dei carabinieri) il sangue c'era... e allora... debitamente inconsapevole, cioè lui (Stasi) non se n'è reso conto ma... senza accorgersene ha evitato le macchie... e allora... del tutto inconsapevole... lui senza accorgersi ha evitato le macchie... ha evitato le macchie ...e gli han detto no stronzata, e allora era d'estate ma era secco... va beh questo ci può stare... e da li stanno cavalcando l'idea che il sangue fosse secco...". Per gli investigatori, la frase "quando sono andato io" è da da interpretare con "quando sono andato via io" dalla villetta di via Pascoli.

LO SCONTRINO

Il 22 ottobre scorso i genitori di Sempio, Giuseppe e Daniela, vengono intercettati mentre parlano dello scontrino del parcheggio di Vigevano, consegnato dal sospettato come alibi per l'ora del delitto. "Adesso c'è un familiare che dice che lo scontrino non lo ha fatto né l'Andrea né i suoi familiari", dice la mamma in auto con il marito. "Come fa ad averlo?", replica Giuseppe. "Gliel'ha dato lui? (Ride), non so! Chi è che gliel'ha dato? Cioè, la domanda da fargli è quella lì... va beh... estremizzare le cose che poi sono cagate, perché comunque lo scontrino lo hai fatto tu!". La madre poi si cruccia: "È colpa mia, gli ho detto io di tenere lo scontrino, gli ho rovinato la vita all'Andrea... Ho rovinato io la vita".

L'IMPRONTA 33

Per gli inquirenti l'impronta 33, attribuita a Sempio per 15 minuzie, è dell'assassino. E questa convinzione "logico-fattuale" viene confermata dalle testimonianze degli specialisti del Ris che trattarono la manata con la ninidrina e grattarono l'intonaco dal muro della cantina. In quell'impronta "c'era una specie di macchia in prossimità di una delle dita, una specie di goccia con degli schizzi", sostiene il tenente colonnello Aldo Mattei, "si vedeva che era una mano destra" e "faceva senso" perché "era evidente che si trattasse di una mano che si era appoggiata su quella parete che per noi aveva una particolare importanza dato che era il luogo dove era stato rinvenuto il cadavere". Per l'ufficiale, a differenza delle altre impronte, "sembrava lasciata da una mano bagnata".

ANOMALIE NEL 2016

Nel corso delle prime indagini su Andrea Sempio, nel 2016 il rapporto segna le "modalità del tutto anomale" con cui Sempio venne convocato dai carabinieri di Pavia, i suoi "contatti assolutamente anomali, irrituali, illogici" con il maresciallo Sivlio Sapone, la "totale assenza di visione investigativa" e la "grande superficialità" da parte degli investigatori nominati dal procuratore Mario Venditti. Il rapporto conclusivo della nuova indagine ha parole dure anche per come vennero invece condotte le indagini del 2014 a carico di Stasi, con "imprecisioni di natura scientifica e investigativa". Le dichiarazioni in Corte d'appello del perito De Stefano vengono definite "un misto di imprecisioni, inesattezze e falsità".

LE RICERCHE SUL DNA

Dal settembre 2014 l'interesse alla vicenda di Garlasco da parte di Sempio subisce un'impennata. Vengono registrate "numerose visite a pagine web relative ad articoli che riguardano il Dna rinvenuto sulle unghie di Chiara Poggi", si legge nell'informativa dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano. In quel momento la questione del Dna entra nell'appello bis che finisce con la condanna di Stasi. E proprio quello stesso Dna porterà Sempio sotto i riflettori investigativi nel 2016.

IL TEST SUL SERIAL KILLER

La sera del 13 luglio 2014 Sempio cerca su Google "Test psicologico killer". Una "navigazione decisamente inquietante" la definiscono i carabinieri agli ordini del colonnello Antonio Coppola. Dopo la ricerca del test, Sempio visita la pagina "il test del serial killer: i risultati" e poi "scopri il serial killer che è in te: quanto sei psicopatico da uno a dieci?". L'elemento emerge dai dati estratti dalla copia forense da un hard disk che conteneva la memoria interna di un usato dall'indagato tra il 2010 e il 2019, in casa sua il 14 maggio 2025, quando però non fu trovato alcun computer. Un'assenza "assolutamente singolare", sottolineano gli investigatori.

GLI OMICIDI E IL SATANISMO

In quell'hard disk gli inquirenti trovano di navigazioni ancora più inquietanti, che palesano l'interesse di Sempio "per il satanismo, gli omicidi, gli assassini, i predatori sessuali, la violenza sulle donne, i cadaveri e la decapitazione, l'esame autoptico e i fenomeni cadaverici". Nell'informativa i carabinieri menzionano anche un documento Word, recuperato dalla memoria esterna, che "rinforza l'interesse sul tema predatori sessuali". Il titolo è: "Genesi dell'aggressione predatoria". Nei suoi diari, invece, scrive dei suoi sogni notturni e in alcuni "si descrive come protagonista violento". Sogna di accoltellare delle persone, di aggredire una ragazza bionda e anche di violentare una sua amica.

IL RUOLO DELLA BARBAINI

Come fece Sempio a ottenere copia della consulenza dei legali di Stasi che lo accusava, quando era ancora segreta? Il rapporto punta il dito sulla Procura generale di Milano, analizzando punti di cucitura e post it presenti solo nella copia in mano al pg Roberto Alfonso e alla sostituta Laura Barbaini, titolare del processo contro Stasi. La Barbaini viene citata anche in una intercettazione in cui Giuseppe Sempio le attribuisce un suggerimento per fermare l'inchiesta su Andrea; "gliel'ha consigliato la Barbaini di fare un esposto alla Procura generale di Milano... è tutto una cosa schifosa, può intervenire, e dire a Pavia cosa state facendo?".

IL PASSAGGIO DELLE CARTE

Un collegamento diretto tra le indagini su Garlasco e il "Sistema Pavia", la rete occulta che governava affari e inchieste in città. Il 24 dicembre 2016 il colonnello Maurizio Pappalardo, uno dei protagonisti del "Sistema", oggi a processo per corruzione e altri reati, si presenta in Procura e scatta col suo cellulare una serie di foto agli atti segreti dell'indagine su Andrea Sempio, che è stata iscritta appena il giorno prima. Analizzando il telefono di Pappalardo si scopre che in quel momento si trovava in un punto del tribunale "compatibile proprio con l'ufficio occupato, ora come allora, dal Procuratore aggiunto". Che all'epoca era Mario Venditti.