Gimmi Cangiano è pronto a denunciare Ranucci per calunnia. Lo ha detto lo stesso deputato di Fratelli d'Italia dopo "le ulteriori notizie diffuse oggi dagli organi di stampa" che "aggiungono un elemento di eccezionale gravità a una vicenda che mi ha arrecato un danno umano e politico enorme"0.
"Dalla conversazione telefonica tra Sigfrido Ranucci e un deputato del Movimento 5 stelle emergerebbe infatti che, anche lontano dalle telecamere, Ranucci continuava a sostenere che dietro la bomba collocata sotto casa potessi esserci io", continua Cangiano, "Una tesi che, come già avvenuto nella puntata di Report, veniva immediatamente esclusa dallo stesso collega dei 5stelle. Oggi, però, gli sviluppi investigativi aggiungono ulteriori particolari e conducono abbondantemente in tutt’altra direzione, con l’individuazione di soggetti e moventi che nulla hanno a che vedere con la mia persona. E proprio alla luce di questi ulteriori elementi, ho dato mandato ai miei legali di predisporre una denuncia per calunnia e diffamazione affinché la magistratura accerti ogni responsabilità. In questi mesi ho scelto il silenzio per rispetto delle indagini e del dolore della famiglia Ranucci. Oggi, però, non posso più accettare che il mio nome continui a essere associato, senza alcun fondamento, a un attentato così grave. Difenderò la mia onorabilità in ogni sede, con la serenità di chi sa di essere completamente estraneo ai fatti", conclude Cangiano.
Intanto è stata perquisita dagli investigatori che indagano sull'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci l'abitazione di Gomes Clesio Tavares, factotum di Valter Lavitola e ritenuto l'intermediario con la banda che ha piazzato la bomba all'esterno dell'abitazione del conduttore di Report.
Chi indaga si è recato per effettuare l'attività istruttoria in un comune del napoletano dove l'uomo, che ora si troverebbe in Camerun, vive assieme alla compagna. La donna è stata ascoltata dai carabinieri come persona informata sui fatti. Intanto Lavitola, ritenuto il mandante dell'attentato, era pronto a lasciare l'Italia in direzione dell'Africa.
L'indagato aveva già acquistato il biglietto aereo e in base a quanto si apprende la perquisizione - la sera del 4 luglio - è scattata dopo che gli investigatori lo hanno visto uscire dall'abitazione con un trolley.
