Trent’anni di Progetto Policoro, tra memoria e futuro

Scritto il 04/02/2026
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Il 20 febbraio, a Roma, un convegno per rileggere il cammino compiuto e aprire nuove prospettive di servizio e di accompagnamento ai giovani.

Il Progetto Policoro celebrerà l’anniversario della sua costituzione venerdì 20 febbraio, a Roma, con il convegno “Trent’anni di Progetto Policoro, tra memoria e futuro”. Una tappa fondamentale che non rappresenta soltanto una ricorrenza, ma un’importante occasione per rileggere il cammino compiuto e aprire nuove prospettive di servizio e di accompagnamento ai giovani, sostenendoli nei loro sogni, nella loro speranza e nella costruzione del proprio progetto lavorativo. L’evento è promosso dall’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro, dal Servizio Nazionale per la pastorale giovanile e da Caritas Italiana tramite l’ufficio nazionale del Progetto Policoro.
“Il Progetto Policoro è una presenza vigile e discreta nelle comunità: una sentinella che osserva il territorio, si lascia sorprendere dalla bellezza dei giovani e cammina accanto a loro, né avanti né dietro, ma al loro fianco, sostenendo i sogni che portano nel cuore. Nel celebrare il 30° anniversario, viviamo un tempo prezioso per rileggere con gratitudine il cammino compiuto e aprirci con consapevolezza al futuro”, spiega don Marco Ulto, coordinatore nazionale del Progetto Policoro. “Gli Animatori di Comunità, cuore pulsante di questo servizio – aggiunge – sono giovani che desiderano fare il bene e lasciare tracce di bene, impegnandosi a rendere il mondo un luogo migliore di come lo hanno trovato. Un impegno reso possibile grazie alla rete, che rappresenta l’anima stessa del Progetto Policoro. Non si può immaginare la Chiesa senza questa trama di relazioni, così come i pescatori non potevano lavorare senza le loro reti: se le lasciassimo cadere dalle mani, smetteremmo di essere ciò che siamo chiamati a essere. Per questo continuiamo a intrecciare legami, a generare fiducia, a custodire speranza. Solo insieme possiamo costruire un futuro più giusto, più umano e più fraterno”.
L’incontro sarà moderato dal giornalista di Avvenire Paolo Lambruschi che accompagnerà i partecipanti in un percorso di riflessione tra radici, esperienze e prospettive. Ad aprire i lavori saranno Mons. Domenico Sigalini, Vescovo emerito di Palestrina e tra i fondatori del Progetto Policoro, e Marco Menni, Presidente di Inecoop – Istituto Nazionale per l’Educazione e la Promozione Cooperativa e Vicepresidente di Confcooperative: due voci che rappresentano, rispettivamente, la visione ecclesiale che ha dato origine al Progetto e il mondo cooperativo che ne ha sostenuto lo sviluppo.
Al centro della riflessione la lectio magistralis della sociologa Cristina Pasqualini dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dal titolo “Giovani e lavoro: il senso mai perduto”. Un contributo che offrirà una lettura attuale delle sfide che i giovani affrontano nel mondo del lavoro, mettendo in dialogo i cambiamenti culturali degli ultimi decenni con le intuizioni originarie del Progetto Policoro. A seguire, un video, curato dal regista Giovanni Panozzo, ripercorrerà i momenti più significativi di questi trent’anni, dando voce ai territori, alle storie e ai volti che hanno reso possibile questa esperienza.
Il racconto entrerà ancor più nello specifico attraverso tre testimonianze, una per ciascun decennio: Luisa Pilato della Cooperativa sociale Arché per il periodo 1995–2005; Rosangela Maino, della Cooperativa sociale Oltre L’Arte, per gli anni 2005–2015, e Salvo Leotta, Dirigente penitenziario, per il decennio 2015–2025. Tre percorsi diversi accomunati dalla forza generativa del Progetto Policoro visti dagli occhi dei giovani che ne hanno animato il cammino, segnando un percorso capace di trasformare idee in opportunità e desideri in impegno. A chiudere il convegno sarà Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della CEI, che offrirà uno sguardo sulle prospettive future del Progetto Policoro. Nell’ultima sessione del Consiglio Permanente (26-28 gennaio), I Vescovi hanno infatti approvato una proposta per l’aggiornamento del Progetto che rappresenta una delle esperienze più significative della Chiesa in Italia nel campo della promozione umana, dell’accompagnamento dei giovani e dell’annuncio del Vangelo secondo i principi della Dottrina sociale della Chiesa. I mutamenti sociali, economici e culturali che attraversano il Paese, insieme alle trasformazioni del mondo del lavoro e della partecipazione giovanile, chiedono però un percorso di rinnovamento che renda il Progetto più efficace, attraverso una nuova architettura formativa e organizzativa che valorizzi le intuizioni originarie dell’iniziativa e, al contempo, le declini in forme sostenibili e capaci di generare impatto reale sui territori. In particolare, specificando la propria offerta formativa in risposta allo sviluppo delle aree interne, alla formazione sociopolitica e alla creazione di reti comunitarie per le start-up d’impresa e la valorizzazione dei beni ecclesiali.