Israele scuote gli alleati: "Che aspettate ad aiutarci?". E l'Idf martella il Libano

Scritto il 23/03/2026
da Chiara Clausi

Netanyahu: "L'Iran può colpire l'Europa". Katz: "Più operazioni contro Hezbollah"

"Se volete la prova che l'Iran mette in pericolo il mondo intero, le ultime 48 ore ve l'hanno fornita". A dirlo con fermezza è il premier israeliano Benjamin Netanyahu in visita ad Arad, una delle località colpite sabato sera insieme a Dimona da un attacco che ha causato 175 feriti, dopo che la difesa aerea di Tel Aviv non è riuscita a intercettare almeno due missili balistici. Netanyahu, ha fatto appello ad altri Paesi perché si uniscano alla guerra contro la Repubblica islamica. E ha spiegato: "Israele e gli Stati Uniti stanno lavorando per tutto il mondo. Il regime in Iran deve essere fermato, questo è il momento di chiedere ai leader mondiali di unirsi, sono lieto di dire di vederne alcuni muoversi in questa direzione ma serve di più". E poi ancora: "Hanno lanciato un missile balistico intercontinentale contro Diego Garcia... Ora hanno la capacità di raggiungere zone profonde dell'Europa. Di quali altre prove avete bisogno per convincervi che questo regime, che minaccia il mondo intero, debba essere fermato?". Infine Netanyahu ha fatto notare: "Stanno prendendo di mira tutti. Stanno bloccando una rotta marittima internazionale, una via energetica fondamentale, e stanno cercando di ricattarci".

Anche sul fronte libanese, la guerra si fa sempre più seria. Il capo di Stato Maggiore dell'Idf, il generale Eyal Zamir, ha detto che le forze israeliane espanderanno le proprie operazioni di terra in Libano contro Hezbollah. "L'operazione contro l'organizzazione terroristica è appena iniziata, sarà un'operazione prolungata". Hezbollahve "ha fatto un grave errore quando ha scelto di unirsi alla campagna contro Israele". Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha ordinato all'esercito di accelerare la demolizione delle case libanesi "nei villaggi situati sulla linea di contatto" e di distruggere i ponti sul fiume Litani "al fine di impedire il passaggio di terroristi e armi di Hezbollah verso sud". Detto, fatto. L'Idf ha colpito il ponte di Qasmiyeh, che attraversa il fiume Litani nel Libano meridionale. In precedenza, un israeliano è stato ucciso nella sua auto vicino al confine in seguito a quello che l'esercito ha descritto come un "attacco" dal territorio libanese. Si tratta della prima vittima civile israeliana legata a colpi provenienti dal Paese dei cedri nell'attuale guerra. Due soldati israeliani sono inoltre morti negli scontri nel sud. Il diritto internazionale generalmente vieta agli eserciti di attaccare infrastrutture civili.

Ma c'è di più. Il fiume Litani è stato oggetto della risoluzione Onu 1701 del 2006, con cui si richiedeva la smilitarizzazione, il dispiegamento di truppe delle Nazioni Unite e dell'esercito libanese per mantenere la pace. Quindi, soltanto al contingente Onu e alle forze regolari di Beirut era concesso il possesso di armi ed equipaggiamento militare nella zona, una condizione che non si è mai realizzata. Secondo la risoluzione, l'area compresa tra la Blue Line e il fiume Litani doveva funzionare da cuscinetto tra Hezbollah e Israele. Nonostante il cessate il fuoco sia entrato in vigore pochi giorni dopo la sua approvazione e le forze israeliane si siano ritirate dal Libano, Hezbollah e altri gruppi armati sono rimasti. Il presidente libanese Joseph Aoun ha però condannato gli attacchi israeliani contro ponti e altre infrastrutture nel sud del Paese, definendoli un "preludio a un'invasione di terra". E ha tuonato: "Questi raid rappresentano una pericolosa escalation e una flagrante violazione della sovranità del Libano".