È sopravvissuta all’">aggressione choc di un algerino che senza motivo ha deciso di sfregiare il suo volto nel pieno centro di Milano. "Ho pensato di morire, non riuscivo più a vedere nulla e il sangue mi impediva di respirare": sono queste le prime parole della 23enne messe a verbale dalle forze dell’ordine.
Il racconto choc
Intervistata dal quotidiano Il Giorno ha descritto i dettagli di un pomeriggio assurdo: erano le 14.30 quando si trovava in Piazza Duomo, a Milano, per una passeggiata quando ha ritrovato una conoscente marocchina (si chiama A.) conosciuta un mese prima e in compagnia dei suoi amici. A quel punto, il gruppetto decide di fare un giro per i negozi della zona.
"Terminata la passeggiata, ci recavamo tutti alla stazione della metropolitana 3, linea gialla, per tornare ciascuno a casa propria. Ci posizionavamo sulla banchina di attesa dei treni diretti verso la stazione Comasina. A causa del grande afflusso di passeggeri - spiega la giovane - io e la mia amica A. ci staccavamo dal resto del gruppo per trovare un po' di spazio sulla banchina che, come dicevo prima, era affollata di gente”.
L’aggressione verbale
A quel punto, improvvisamente, la 23enne diventa bersaglio di insulti e offese da parte di un uomo mai visto prima che in un primo momento le si è rivolto in arabo e poi in italiano. “Che cazzo guardi?", è stata l’assurda domanda che le è stata rivolta. Sorprendendosi per quei toni, ha provato a far capire, in arabo, che lei stava semplicemente parlando con la sua amica e che il suo sguardo era stato interpretato male visto che non era rivolto a lui ma all’amica. Nonostante la spiegazione, l’uomo ha continuato a inveire e insultare dicendole più volte "Vaffanculo p., figlia di p.". Terrorizzata, la giovane ha chiesto che si allontanasse subito “avvertendolo che in caso contrario avrei chiamato la polizia", ha spiegato al quotidiano.
L’aggressione fisica dell’algerino
Il ventisettenne algerino Mohammed Saidi non è arretrato di un passo, e qui il racconto si fa ancora più terrificante. "Lo stesso, infatti, si avvicinava di scatto e, dopo avermi sputato due volte sul viso in segno di disprezzo, mi spingeva con forza sulla spalla sinistra”. La 23enne ha provato a difendersi con l’aiuto dell’amica ma senza esito positivo, anzi. Subito dopo arriva “un pugno sul labbro superiore procurandomi una ferita”.
A quel punto non ha potuto far altro che telefonare alla polizia ma la furia dell’algerino non si è fermata lì. “L'uomo a quel punto cominciava a urlare gli stessi insulti di prima (p., figlia di p.) e dopo avermi chiesto se stavo chiamando la polizia come a volersene accertare, estraeva un coltello e mi colpiva al viso".
Subito dopo la ragazza inizia a perdere sangue dal viso “che sporcava i miei indumenti e finiva a terra fino a formare delle grosse chiazze - è la sua drammatica ricostruzione dei fatti - Perdevo molto sangue e cominciavo a sentirmi male, mi girava la testa e temendo di svenire mi sedevo per terra aiutata, oltre che dagli amici di A. che ne frattempo si erano accorti di quanto accaduto, anche da molti passeggeri che intervenivano per soccorrermi".
“Potrebbe colpire ancora”
Per fortuna, poco dopo gli agenti della polizia inseguono l’uomo che tenta di fuggire ma che viene bloccato e arrestato poco dopo. Vista la pericolosità dell’individuo, la pm Simona Ferraiuolo ha richiesto la convalida dell’arresto e che rimanga in carcere. "È pericoloso e potrebbe colpire ancora".