Conte, il ritorno in campo. "Mio figlio è guarito: è stato a letto due anni"

Scritto il 09/05/2026
da Domenico Di Sanzo

Dopo l’intervento, il leader grillino si confida a un podcast. Gli aneddoti

Se è vero che il personale è anche politico, allora per accorgersene basta guardare le ultime settimane di Giuseppe Conte. Prima il battage sul suo primo libro, quindi il pressing sulle primarie del campo largo, poi un ricovero per un intervento chirurgico, quindi il ritorno, probabilmente in Parlamento dalla prossima settimana e spiegano dal suo entourage non è escluso che Conte possa presenziare a uno degli eventi di Nova, l'iniziativa del M5s sulle proposte per il programma del centrosinistra. Da cerchiare in rosso gli appuntamenti del Lazio, in particolare quello previsto a Roma sabato 16 maggio. Intanto, ieri è stata pubblicata l'intervista rilasciata dall'ex premier al podcast «One More Time». Nel colloquio, registrato qualche settimana prima del ricovero di Conte, il leader pentastellato si confessa a cuore aperto, in un racconto che intreccia la politica e le conseguenze personali che inevitabilmente attraversano le stagioni dell'impegno pubblico. Con una rivelazione sulla malattia del figlio Niccolò, proprio durante il periodo più complicato a Palazzo Chigi, ovvero nel pieno dell'emergenza Covid, una fase che ha segnato l'esperienza politica di Conte.

«Mio figlio Niccolò nel periodo, purtroppo, del Covid si è ammalato. Per due anni è stato in grandissima difficoltà. È rimasto addirittura a letto per quasi due anni», confessa Conte al microfono di Luca Casadei. Dettagli inediti e intimi su quella fase, come quando - racconta l'ex presidente del Consiglio - Niccolò «a un certo punto si è sentito un po' meglio. Io lo accompagnavo a scuola la mattina con la carrozzina. E questa cosa mi ha angosciato tanto perché avere un figlio in condizioni che non si muoveva, un figlio che era sofferente, questa è stata un'angoscia terribile». Un momento difficilissimo, con un finale a lieto fine. «La sera gli leggevo qualcosa, noi avevamo sempre questa abitudine, però è stato faticosissimo. Io ho cercato di tenerlo al riparo, cercavo di distrarlo quando c'ero io. Nicolò è uscito da questi due anni angoscianti. Questo mi ha reso il papà più felice del mondo», sono le parole di Conte.

Poi «i momenti di commozione», non mostrati in pubblico, ancora durante il periodo del Covid. Ma c'è anche la politica, con i retroscena

sui governi gialloverde e giallorosso. Compreso il momento in cui Conte scopre di dover andare a Palazzo Chigi senza passare dal via. «Si crea uno stallo completo tra Di Maio e Matteo Salvini», ricorda Conte. Quindi la telefonata dell'ex capo politico del Movimento, con cui qualche anno dopo le cose sarebbero finite con una scissione e una lite. «Io ero a fare le mie cose tranquillamente. E arriva questa telefonata. Mi chiama proprio Di Maio e mi dice: Guarda Giuseppe, la situazione è molto complicata. Io ti chiederei la cortesia di venir qui a fare un colloquio con Salvini». E l'«intuizione» della compagna Olivia Paladino, che gli dice che sarebbe toccato proprio a lui. Il resto è storia nota, inclusa la fine di quell'esperimento, raccontata da Conte nel podcast. Adesso il ritorno, con l'ex premier che dalla prossima settimana potrebbe farsi vedere di nuovo tra le aule, i corridoi e il Transatlantico della Camera.