Le Furie contro i Diavoli Rossi. E un precedente, quello del 1986 in Messico con la vittoria nella lotteria dei rigori sempre ai quarti, che fa sorridere il Belgio: partito in sordina nel girone, è passato dall’inferno alla gloria grazie al penalty nei supplementari di Tielemens che ha completato l’incredibile rimonta con il Senegal e ha poi travolto gli Usa nella partita delle polemiche. Dal canto suo la Spagna, una delle favorite per il successo finale, non ha ancora convinto del tutto per il suo gioco ma la sua difesa «immacolata» (609’ di imbattibilità per Unai Simon guardando anche al Mondiale in Qatar e solo sei parate in 5 gare) resta un punto di forza.
C’è tanta Italia nella truppa dell’ex tecnico della Roma Rudi Garcia, tecnico francese ma di origini spagnole (andaluse per la precisione): dal sempreverde Lukaku (foto a destra) - ex dei giallorossi, dell’Inter e fra poco tempo anche del Napoli- diventato letale partendo dalla panchina (già tre gol nel torneo e otto complessivi come Maradona, Voeller e Rivaldo), all’atalantino De Ketelaere, protagonista principale della sfida con gli Usa, e all’azzurro De Bruyne che a 34 anni è ancora la luce di questa Nazionale. Da sempre considerata l’eterna promessa del calcio mondiale (tre quarti raggiunti nelle ultime quattro edizioni del torneo iridato), l’appuntamento americano rappresenta forse l’ultimo atto della leggendaria «generazione d’oro» del Paese. E contro la Spagna si rivedrà la maglia ispirata a René Magritte, il pittore surrealista belga, diventata oggetto di culto e da giorni introvabile: un cielo come sfondo e sull’azzurro si stacca un motivo di sfere e linee rosa con la scritta «Ceci n’est pas un maillot» («Questa non è una pipa»). L’aveva I7 Il •Wll messa in bella mostra.