“Oggi il nostro pensiero va a loro e a tutte le vittime di ogni forma di terrorismo. Non dimenticare è un dovere: per onorare chi ha sacrificato la vita per la libertà, per rispetto della nostra storia e per difendere ogni giorno la democrazia".Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni su X è intervenuta in occasione del Giorno della Memoria dedicato alle vittime del terrorismo.
Il premier ha ricordato che proprio il 9 maggio del 1978 “veniva ritrovato il corpo di Aldo Moro, assassinato dalle Brigate Rosse” e, sempre in quella stessa data, “perdeva la vita per mano mafiosa Peppino Impastato, dopo le sue denunce contro Cosa nostra”, mentre “nel 2021 Rosario Livatino, magistrato ucciso dalla Stidda, veniva proclamato beato”.
Il #9maggio si celebra il Giorno della Memoria dedicato alle vittime del terrorismo.
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) May 9, 2026
In questa data, nel 1978, veniva ritrovato il corpo di Aldo Moro, assassinato dalle Brigate Rosse. Lo stesso giorno in cui perdeva la vita per mano mafiosa Peppino Impastato, dopo le sue denunce…
Oggi, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo aver partecipato alla cerimonia di celebrazione di questa ricorrenza presso l’Aula del Senato, a cui erano presenti anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, il presidente della Camera Lorenzo Fontana, il vicepremier Antonio Tajani e vari ministri, ha deposto una di fiori in via Caetani, dove 40 anni fa è stato ritrovato il corpo dell’allora leader della Dc Aldo Moro, ucciso dalle Br. Nel corso della celebrazione, Ignazio La Russa ha detto: "Sono consapevole che a questa Giornata bisogna avvicinarsi in punta di piedi, con rispetto, amore e deferenza verso tutti coloro che hanno perso la vita per il terrotismo e verso coloro che sono rimasti privi dell'affetto che coltivavano per i loro familiari". E, poi, ha aggiunto: "Rinnoviamo oggi il nostro comune sentimento di commozione e cordoglio verso le tante vite spezzate dal terrorismo, Rappresentanti delle istituzioni, politici, magistrati, militari, forze dell'ordine, pubblici funzionari, e poi docenti, giornalisti, studenti”. Secondo il presidente del Senato si tratta di “bersagli scelti per il loro valore civile, per il loro impegno di legalità, verità e giustizia o più semplicemente perché portatori di un'idea, di quel pensiero libero che il fanatismo e l'odio avrebbero voluto ridurre al silenzio attraverso la violenza e la paura”. La Russa non ha voluto dimenticare le tante vittime "collaterali" degli anni di Piombo, persone che si trovavano per caso nei luoghi delle stragi o di quei terribili crimini, e ha concluso: “i loro nomi, i loro volti, le loro storie sono la nostra storia, la storia di un'Italia che non dimentica, perché la memoria non è solo un album del dolore ma il più prezioso degli scudi a presidio di quei diritti e di quelle libertà che sono il cuore della nostra democrazia". Anche il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha ricordato che si trattava di “donne e uomini delle Istituzioni, magistrati, appartenenti alle Forze dell'Ordine, operai, sindacalisti, giornalisti, ma anche cittadini inermi". Fontana, poi, ha aggiunto: “È stata una cieca ferocia che non chiedeva motivazioni. Solo nemici da annientare. Ma la Repubblica seppe respingere la deriva estremista senza mai tradire i princìpi sui quali si fonda la nostra democrazia. E, ancora adesso, il coraggioso esempio delle vittime che oggi commemoriamo è un monito a non derogare mai alle regole di una civile e pacifica convivenza". Il presidente della Camera non ha perso l’occasione di rendere omaggio a “quanti hanno pagato il tributo più alto per assicurare alle successive generazioni un futuro migliore". E ancora: “Al dolore per la perdita di così tante vite si aggiunge il tormento vissuto ogni giorno dai familiari, cui esprimo la vicinanza e la solidarietà mia personale e della Camera dei deputati. Questa cerimonia è dedicata anche a loro che, al pari delle vittime della lotta armata, sono parte integrante della storia d'Italia”.
Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi si è soffermato nel ricordo di Moro: "Il suo rapimento e il massacro degli agenti della scorta, seguiti dall'omicidio dello statista, rappresentarono un grave attacco al cuore dello Stato. Quanto accadde in quei tragici giorni segnò profondamente la storia del nostro Paese, che tuttavia seppe reagire, con coesione e coraggio, dimostrando di possedere gli anticorpi necessari per difendere e custodire i principi su cui si fonda la nostra comunità”. E, poi, ha sottolineato: “Oggi celebriamo anche la Giornata in memoria delle vittime del terrorismo, rendendo onore a tutti coloro che hanno perso la vita a causa di disegni eversivi di chi mirava a indebolire e destabilizzare la nostra democrazia. A tutti i loro familiari rivolgo un pensiero di sentita solidarietà e vicinanza". Infine, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha detto: "Il nostro pensiero va ai tanti, troppi servitori dello Stato e cittadini comuni il cui nome è poco conosciuto, ma il cui sacrificio appartiene pienamente alla storia della Repubblica. La memoria di chi ha pagato con la vita la fedeltà alle Istituzioni, alla verità e al bene comune non appartiene solo al passato: è responsabilità viva, fondamento della nostra democrazia e dell'impegno quotidiano a difesa dei nostri valori".