Il Global Peace Index, l’indice di pace globale, come ogni anno ha stilato la classifica mondiale dei Paesi a livello di sicurezza e ci sono diverse sorprese, soprattutto in Europa. Non stupisce il primo posto dell’Islanda a livello mondiale, così come il terzo della Svizzera, a colpire è il 99esimo posto della Francia di Emmanuel Macron su 163 Paesi totali, tra la Tanzania e il Gabon. L’Italia si difende discretamente al 35esimo posto, davanti all’Albania ma dopo la Mongolia, mentre le posizioni intorno al 20 sono occupate quasi del tutto dai Paesi dell’est Europa.
Stando a questi numeri, il modello Macron che tanto piace alla sinistra italiana non è così vincente: le tensioni sociali interne, le manifestazioni e le guerriglie che partono dalle banlieue e arrivano in centro senza che il governo riesca a gestirle rappresentano uno degli indicatori che hanno portato la Francia così in basso nel ranking, maglia nera dell’Europa occidentale. L’approccio socialista e progressista di Macron ha fallito e se le premesse della sinistra italiana sono quelle finora presentate, il Paese rischia la stessa fine con un governo dello stesso stampo. Per ora l’Italia riesce a fare meglio della Francia anche grazie ai decreti Sicurezza ma non è considerato tra i Paesi migliori d’Europa perché restano criticità che devono essere ancora sanate. Restando in Europa fanno meglio del nostro Paese anche la Svizzera, l’Irlanda, la Slovenia, l’Austria e il Portogallo, solo per citare alcune delle prime 15.
“L'Europa occidentale e centrale rimane la regione più pacifica”, si legge nel rapporto, mentre "la regione dell'Europa orientale e dell'Asia centrale è stata l'unica delle otto regioni del GPI a mostrare un miglioramento medio nell'ultimo anno”. L’Italia è riuscita a mantenere stabile la sua posizione nel ranking al contrario della Francia, che è invece salita di tre posizioni, restando però nelle retrovie, unico Paese europeo (escludendo l’Ucraina e la Bielorussia) a essere considerato un Paese non sicuro. A livello globale, l'indice mostra che la pace nel mondo ha continuato la sua traiettoria di deterioramento per il dodicesimo anno consecutivo, spinta principalmente da conflitti sempre più internazionalizzati e difficili da risolvere. Su 163 Paesi esaminati, ben 99 hanno registrato un peggioramento nei livelli di sicurezza, lasciando l'Europa e il resto del mondo davanti a uno scenario in cui i vecchi equilibri faticano a garantire la stabilità del passato. All’ultimo posto si posiziona la Russia.
A livello di sicurezza interna, l'Europa si trova a fare i conti con indicatori specifici che pesano sulla vita quotidiana dei cittadini, come l'aumento delle manifestazioni violente, la percezione della criminalità e l'instabilità politica. Il divario tra Paesi come la Francia, crollata nelle retrovie della classifica, e l'Italia o le nazioni dell'Est Europa, risiede proprio nella gestione dell'ordine pubblico e nella coesione sociale. Nei contesti europei più instabili, il rapporto evidenzia come l'inasprirsi delle tensioni sociali, spesso legate a una gestione difficile dei flussi migratori e alla mancanza di integrazione, si rifletta in un aumento degli scontri di piazza e della microcriminalità. Mentre l'Italia riesce a mantenere un livello di stabilità interna discreto grazie a un controllo del territorio che limita le fiammate di violenza urbana, in altri Paesi la conflittualità sociale ha raggiunto livelli di guardia, trasformando il disagio in una vera e propria emergenza per la sicurezza di chi ci vive.